Eravamo tutti seduti
e Jasper stava mostrandoci le carte dell'edificio ed i vari sistemi d'allarme.
Osservavo i vari
volti ed ero impressionata dalla concentrazione ed attenzione ai più piccoli
dettagli.
-...Vedi Ed, qua
sono state installate telecamere a circuito chiuso, ma rispetto alle solite
sono collegate wireless ad un Host che segnala alla vigilanza eventuali buchi o
loop riconosciuti…-
Provai ad immaginare
il tipo di arnesi o oggetti che stava elencando Jasper.
-… devo configurare
un nuovo indirizzo IP per poi eliminare il palmare dal quale elaborerò tutto.
Ma questo devo farlo sul posto, rilevano intrusioni e riconoscono eventuali IP
esterni. Per cui devo collegarmi solo una volta per poi eliminare le prove ed i
mezzi usati…-
Ma guardando Edward
notai la sua attenzione. Doveva saperne quanto lui.

-… all'interno
troverete i soliti infrarossi ma agilmente raggirabili. Sono a sensore
crepuscolare per cui attraverso l'uso di lampade portatili a basso cono di
luce, le ragazze li punteranno dal pavimento verso i led, in questo modo i led
si spegneranno senza dare l'allarme. Andranno posate e lasciate li. Le
acquisterò su internet ed al solito indirizzo fasullo…-
Quanta attenzione ai
dettagli, perdevano serate intere ad analizzare capire e studiare ogni
particolare.
-...L'ospizio ha un
magazzino immenso!! E pochi controlli tra ciò che entra ed esce…-
Un giorno mi farò
spiegare come fa a fare tutto Jasper.
-...dovranno
indossare guanti, magari quelli sottili in lattice così da avere comunque
sensibilità…-
I guanti di
lattice?!?! Va beh...
Per me era quasi del
tutto arabo, io fino a poco tempo fa mi intrufolavo nei market e svaligiavo,
vivevo lavorando alla giornata, avevo imparato a raggirare la gente che usciva
dalla banca o dall'ufficio postale, ma mai nulla di così grande ed organizzato.
-...Bella tu devi
solamente organizzarti con Rose, ti spiegherà tutto lei, il vostro percorso e
tutto ciò che dovete preparare da portare con voi…-
La mia faccia
perplessa doveva aver fatto sorridere tutti perché mi ritrovai al centro di
risate e sbuffi.
Ma questa era la
batteria. Una cosa sola e un'anima unica, se uno di noi stava male ne subivano
il contagio tutti. Era come un'unica entità che si muoveva all'unisono.
….
La spiaggia era
fantastica al crepuscolo. I colori cupi e le luci delle stelle evocano fuochi
fatui. Piccole fiammelle a largo oceano, che movimentavano acqua e panorama.
Edward passeggiava
sul bagnasciuga nella mia direzione. Un'ombra, anche se ben definita, scura e
cupa a causa del tramonto.

La sua falcata
decisa ma un po’ più lenta e provata dalle fatiche della convalescenza,
comunque, sempre unica. Osservavo il mio re in gabbia, un felino rinchiuso.
L'unica differenza ad oggi rispetto ai primi tempi della nostra storia è che
oggi era felice di vivere in questa gabbia. Avevamo passato gli ultimi tempi a
recuperare giorni e ansia dal rischio dell'ultimo colpo. E stavamo vivendoci
come mai era successo prima.
-Pensi?-
Si era seduto
accanto a me. Stringendomi e abbracciandomi forte, era di nuovo come essere a
casa. Con lui accanto lo era sempre stato, ma in questi giorni, su questa
spiaggia, lo era ancora di più.
-Un po’-
-A cosa?-
-A noi…-
-E cosa devi
pensare?-
-Che sono a casa-
-Se sei a casa
allora in che stanza siamo?-
-Scemo…-
-Gioca con me…-
-Sul divano mio
amore…-
-Beato divano…-
-Beato perché?-
-Perché regge te!!-
-E tu?-
-Io non ti reggo, io
ti stendo-
E fu su di me.
L'acqua del mare coccolava i nostri piedi, le mani di Edward coccolavano il mio
corpo, i miei occhi vezzeggiavano questo mio dio greco.
-Ti amo mia dolce
ladruncola-
Avrei voluto dirgli
qualcosa ma decisi che la mia lingua andava utilizzata in altro modo.
Lo divorai in un
bacio passionale e lui si lasciò amare in modo primitivo. Ci svestimmo a
vicenda senza pudore, nudi l'una sotto l'altro, controllai solo con le mani che
la benda fosse salda, avevo usato un lenzuolo di lino per coprire la fasciatura
in modo che potesse ripararsi dalla sabbia, e la scusa della bendatura mi
permetteva di tastare i suoi solidi pettorali e addominali. Sentii le sue
labbra serrarsi al mio tocco.
-Fa male?-
-Non tanto… Non
distrarmi ora che sto compiendo il mio dovere di uomo…-
Sorrisi di questa
sua superbia e mi lasciai amare.

______
La mattina, dopo la
medicazione, dovevo assicurarmi che Edward seguisse tutte le indicazioni di
Jasper, calmanti, antibiotici e una piccola iniezione per la circolazione. E li
usciva il lato pauroso del mio re. Alla vista di un ago tremava come una foglia.
Davanti al pericolo era una bestia spavalda, ma quando un misero ago doveva
trafiggerlo cominciava a tremare come un gattino indifeso. Mi faceva sorridere,
mi regalava mattine movimentate, soprattutto ora che poteva camminare e
muoversi. Lo rincorrevo intorno al tavolo di cucina, ma fortunatamente era
debole e dopo poco cedeva.
-Un bacio mentre mi
buchi-
-Smettila o ti farò
male-
-Una palpatina-
-Smettila Edward!!!-
-Mi devi un premio-
-Ti devo una sberla,
finiscila di scappare, fifone-
Era la parola
magica. Quando lo chiamavo fifone il suo ego ferito reagiva e allora lasciava
che gli facessi l'iniezione.
-Però poi ti pungo
io…-
Mi allontanai da lui
per buttare la siringa usata.
-Scemo…-
Stava rivestendosi
ma mi guardava con occhi affamati.
-Vieni qui
infermierina…-
Mi abbracciò da
dietro facendomi saggiare la sua voglia già piena.
-Fermo Edward devo
sistemare le medicine…-
Baciandomi sul collo
donandomi mille brividi.
-Uffa… Se faccio i
capricci?-
Mi faceva morire dal
ridere quando non riusciva ad avere ciò che voleva.
-Puoi farli quanto
ti pare, ma questa mattina ho da fare-
Si allontanò dal mio
corpo.
-Ah si??? Che cosa
di grazia?-
Aria di sfida nel
suo sguardo.
-Uhm…. Cercare di
comunicare con Jasper per provviste e medicine… per esempio…-
I suoi occhi fissi
al cielo.
-Bastano cinque
minuti…-
Le sue braccia ad
incrociarsi sul suo petto.
-...Devo pulire
casa…-
Un passo verso la
mia figura.
-...Altri dieci…-
Il suo sorriso
sghembo accompagnava un altro passo.
-...Preparare il
pranzo…-
Le sue mani sulle
mie spalle.
-...Non ho fame…-
Naso contro naso.
-...Devi reggerti in
piedi e sei debilitato…-
La sua lingua a
leccarsi i baffi imitando un predatore di fronte alla sua preda.
-...Allora mangio
te…-
Mi divincolai dalla
sua morsa e mi allontanai dal mio predatore.
-...Scemo…-
Lui spalancò le sue
braccia verso di me.
-...Vieni tra le mie
braccia donna!!!-
Vinceva lui, vinceva
sempre lui!!!
-Sei impossibile Mr.
Cullen, sei insaziabile, ma siccome sei capriccioso fila a letto, mi preparo e
vengo da te…-
Come un cagnolino
scodinzolante, saltellando (poco a dire il vero) sparì verso la camera da
letto.
Riposi le siringhe
ed i medicinali nella scatola e la portai in bagno, mi rinfrescai, guardai le
mie gambe, magari una passata di rasoio non avrebbe guastato, a quel punto una
doccia veloce e una passata di profumo, ma si…
Ero pronta per il
mio uomo.
Tornai in camera
facendo piccoli passi verso il letto lasciai cadere ai miei piedi l'asciugamano
che avevo attorno al corpo. Quando alzai la testa cercando Edward lo trovai
addormentato sdraiato su di un fianco.

Era assolutamente
perfetto e sereno, come non lo vedevo da giorni.
Tornare a giocare,
scherzare e ad amarci nel nostro modo speciale, lo stava rinnovando.
Mi misi una
vestaglia di lino e poi mi stesi accanto a lui.
-Mio dolce cucciolo,
ci sono io qui con te, dormi e riposa. Non ci separeremo mai più. È stato
atroce anche per me, sai? Ma sono fiera di te e della tua guarigione. E sono
contenta del nostro isolotto sperduto. Io e te soli. Io e te felici-
E mi addormentai
accanto a lui.
Sognai. Fu uno di
quei sogni così belli da sperare che prima o poi si avverino.
_________________
"La spiaggia
segnata da piccole luminarie. Io reggevo un piccolo bouquet. Accanto a me una
piccola creatura. Vestito da ometto. Giacca cravattino e pantaloni con la riga
di raso. Mi guardava sorridendomi. La cosa che mi colpì erano i suoi occhi. Nella
forma e nel colore di quelli di Edward. Mi allungò la manina e mi fece segno di
seguirlo. Nessuno intorno a noi. Poi la sua vocina.
-Mamma colli, papà
ci alpetta…-
Rimasi a bocca
aperta e lo seguii, il tragitto terminò davanti ad un piccolo patio, arricchito
di splendide orchidee bianche e rosa e sotto, accanto ad un altare
improvvisato, c'era lui ad aspettarmi. Edward, lo stesso modello di abito che
indossava nostro figlio. Bello come il sole.
-Papà hai vitto
com'è bella la mamma? Te l'ho pottata di colsa…-
Edward gli
stropicciò i capelli carezzandolo sulla testa.
-Bravo ometto-
-Papà devo fale
ancola il blavo?-
-Si ometto ancora
per un pochino, dico a mamma che l'amo e poi andiamo a casa… Ok?-
-Ok… Blavo ometto
ancoa pel un pochino. Uff-"
__________
Io, Edward ed un
piccolo tutto nostro.
Quando mi svegliai
gli occhi verdi di Edward mi fissavano.
-Ri-buongiorno mia
regina-
-Ri-buongiorno mio
re-
-Avevamo un discorso
a metà?-
-Si, amore mio ma
poi ti sei assopito e io ti ho seguita…-
-Dove mi hai
seguita?-
-Nel sonno, amore
mio e ho fatto un sogno bellissimo…-
-Ah si? Ero io il
protagonista?-
-No mi spiace, al
posto tuo c'era un piccolo te, ma molto più bello, anche se ti assomigliava nel
carattere…-
-Un piccolo me???
Nessuno deve prendere il mio posto!!!-
-Neanche un figlio
nostro?-
-No, io faccio solo
bambine…-
-Ah! Ecco… Allora
direi che si può cominciare…-
E mi trovai addosso
il mio egoista ma tanto dolce “maritino”. E facemmo l'amore, ma questa volta
con un po’ più di voglia, un po’ più di desiderio, che andava oltre quello
fisico.

ciaoooo..dolcissima storia..edward è sempre lui innamorato piu che mai....sei brava molto..un bacio maria.
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