Il tempo mi ha sempre aiutata.
Mi ha sempre messa alla prova e ripagato di ogni attesa.
Non è mai facile dire addio e non voglio farlo neanche oggi.
La nostra vita dopo quella sparatoria è stata piena di alti e bassi.
Ciò che un tempo eravamo, non era più valido. L'invincibilità non faceva più parte della nostra vita.
In realtà, mai aveva accompagnato la nostra vita.
Era stata sempre e solo fortuna.
Fortuna che mescolata alla nostra giovane età e all'incoscienza del nostro "lavoro" ci aveva portato a pensare di esserlo.
Poi arriva la vita.
Ti ferma.
Come se tu stessi viaggiando a pieno ritmo su di una rotaia, e vai avanti a testa bassa e corri.
All'improvviso vieni richiamata da qualcosa in lontananza.
Una specie di brivido.
Alzi la testa e dalla parte opposta vedi un puntino che a poco a poco si avvicina, allora rallenti.
Cerchi di capire cos'è.
Acuisci i tuoi sensi.
La vista, cerchi di sgranare l'immagine.
L'udito, isolando i rumori circostanti.
Ma nulla ti può aiutare a tenere a freno la paura che all'improvviso ti pervade e così ti fermi del tutto.
Cerchi di scansarti.
Impossibile.
Capisci che ciò che sta arrivando è un treno in piena corsa, che non ha la minima intenzione di fermarsi solo perché incrocia la tua strada.
Cerchi di alzare i piedi ma sei immobile, congelata.
E il treno arriva.
Impatto.
Brutale.
Non c'è tempo per i "ma" o per i "se".
Non puoi permetterlo.
Ti guardi attorno e ti accorgi che le parole di sostegno a poco a poco se ne vanno e tu resti li da solo a contemplare quel che resta del tuo corpo dopo l'impatto.
Briciole di te.
Una mattina ti alzi e ti rendi conto che tutto ciò che hai costruito non serve a nulla. Ti rimane solo quella stanza vuota pronta per lui ma ora vuota. Ti siedi al centro della stanza cercando di fermare il moto delle pareti che cominciano a ruotarti attorno senza un preciso motivo.
Quel moto vorticoso tenta di portarti via, non hai più equilibrio ne resistenza.
Ti senti in colpa.
Non va bene.
Non puoi farne a meno.
Senti che quella grande parte di te, così vitale, così preponderante si è distaccata e nessuno può ridartela.
Non è un amore finito.
Non è una sbucciatura di ginocchio.
Non si rimargina.
Non può.
Sembra di vivere in un mondo alternativo, non un incubo, sarebbe irreale.
Questo è tutto vero, reale.
Alle volte però ti trovi ad osservarti da un altro punto di vista.
Sembra tu sia distaccata da te stessa al punto di non voler vivere questi momenti.
E così ti liberi del peso del tuo corpo e del suo dolore.
Non ho mai creduto in Dio e neanche ora lo farò.
Non è giusto che un Dio buono crei tanto dolore dopo tanto amore.
Il mio cuore spezzato è partito con te e questo nessuno può capirlo.
Nessuno può immedesimarsi.
Anche se non sono l'unica vedova al mondo.
Anche se non sono l'unica ad aver perso il grande amore della vita.
Solo io e te sappiamo cosa siamo.
Parlo al presente, non mi piace andare avanti senza di te.
Non lo accetto.
Per questo amore mio io resto qui.
A casa nostra.
In attesa della mia ora. Che tra l'altro spero giunga molto presto per potermi ricongiungere con te, così lontano ora.
Ti amo Edward.
Per questo stammi accanto, non te ne andare.
________________________________________________
-Bella???
Un rumore simile alla voce di donna arrivava alle mie orecchie. Tutto ovattato. Tutto strano. Il mio viso colpito da uno strano formicolio. La mia testa urlava di essere lasciata in pace ma la bocca impastata non riusciva ad emettere il suono giusto collegato.
-Bella???
Per favore smetti!! Lasciami riposare.
-Bella!!
Sempre più vicino.
-Oddio aiutatemi!!!
Poi tante mani su di me.
_____________________________________________________
In gola qualcosa di fastidioso.
Sembra quasi di sentire la stessa sensazioni di costrizione di qualche tempo fa. Sembra di rivivere in modo fisico il dolore della tua perdita.
La luce mi infastidisce.
Spegnila amore.
Spegni la luce.
È dalla tua parte l'interruttore.
Ti prego, i miei occhi sono deboli per questi raggi che filtrano dai vetri.
-Inspira ed espira, calmati e ti darà meno fastidio.
Amore mio sei tu? Rispondimi Edward…
-Bella se mi senti, cerca di calmarti, immetti aria piano piano, tra poco ti estuberò, ma tu calmati ok?
Edward non è la tua voce… Dove sei?
Ho bisogno di te, non so perché mi sento così strana. Ho bisogno di te.
-Ora al mio via emetti un bel respiro e toglierò questo fastidio dal tuo corpo ok?
Edward, voglio Edward accanto a me.
-Calmati, ci metterò un attimo. Quella voce contava a rovescio e mi suggeriva di respirare. Non mi fido se non so con chi ho a che fare.
Cosa fare?
Mi tocca cercare di respirare e vedere se realmente si attenua questa tortura. Anche la luce se ne va piano piano.
-Ora riposa, poi torno a controllarti.
Chi sei??? Tu che mi parli chi sei! Parlami. Dimmi chi sei.
-A dopo.
Eccolo.
Di nuovo.
Il pianto.
Compagno da lunghi giorni vuoti.
All'improvviso si ricompone il puzzle.
Tu non ci sei più amore mio.
Io sono sola.
E la bottiglietta con i barbiturici che mi aveva procurato Jasper sarebbe diventata la mia compagna di serata. Un buon Barbour, una manciata di pillole e sarei volata da te.
Ma non ne ho avuto il coraggio.
Alla prima pasticca mi sono sentita in colpa, allora l'ho innaffiata con l'intera bottiglia ed è stato il vuoto assoluto.
Chissà per quante ore.
Meglio non pensarci e chiudere gli occhi così posso restarti accanto.
___________________________________________________
La lavanda gastrica ha fatto il suo effetto.
Ho vomitato di tutto di più, avessi potuto anche vomitare il mio dolore sarebbe stato meglio.
Da qualche giorno mi capita di vomitare spesso, e per un motivo ben preciso. Quell'ultima notte solo nostra ci ha portato un figlio.
Tra qualche mese nascerà e tutt'ora non so se sarò pronta.
Alice si è offerta di trasferirsi con Jasper sull'isola. Per starmi accanto, aiutarmi. Non si fidano di me e fanno bene. Ma non sanno che la mia codardia è più forte di loro.
Oggi più che mai dovrei avere un motivo in più, ma non mi riesce.
Non posso pensare di essere felice senza di te. Non ci riesco. Alice mi dice che quando vedrò nostro figlio tutto cambierà.
Ma è giusto?
Oggi, davanti a questa finestra che da sul mare ti penso amore mio, e penso a come posso fare per raggiungerti quanto prima.
Perché il mio tempo su questa terra senza di te è scaduto.
Abbiamo condiviso troppo poco per poter essere già separati e non lo trovo giusto.
Fammi correre da te. Fammi stare accanto a te.
Mi ha sempre messa alla prova e ripagato di ogni attesa.
Non è mai facile dire addio e non voglio farlo neanche oggi.
La nostra vita dopo quella sparatoria è stata piena di alti e bassi.
Ciò che un tempo eravamo, non era più valido. L'invincibilità non faceva più parte della nostra vita.
In realtà, mai aveva accompagnato la nostra vita.
Era stata sempre e solo fortuna.
Fortuna che mescolata alla nostra giovane età e all'incoscienza del nostro "lavoro" ci aveva portato a pensare di esserlo.
Poi arriva la vita.
Ti ferma.
Come se tu stessi viaggiando a pieno ritmo su di una rotaia, e vai avanti a testa bassa e corri.
All'improvviso vieni richiamata da qualcosa in lontananza.
Una specie di brivido.
Alzi la testa e dalla parte opposta vedi un puntino che a poco a poco si avvicina, allora rallenti.
Cerchi di capire cos'è.
Acuisci i tuoi sensi.
La vista, cerchi di sgranare l'immagine.
L'udito, isolando i rumori circostanti.
Ma nulla ti può aiutare a tenere a freno la paura che all'improvviso ti pervade e così ti fermi del tutto.
Cerchi di scansarti.
Impossibile.
Capisci che ciò che sta arrivando è un treno in piena corsa, che non ha la minima intenzione di fermarsi solo perché incrocia la tua strada.
Cerchi di alzare i piedi ma sei immobile, congelata.
E il treno arriva.
Impatto.
Brutale.
Non c'è tempo per i "ma" o per i "se".
Non puoi permetterlo.
Ti guardi attorno e ti accorgi che le parole di sostegno a poco a poco se ne vanno e tu resti li da solo a contemplare quel che resta del tuo corpo dopo l'impatto.
Briciole di te.
Una mattina ti alzi e ti rendi conto che tutto ciò che hai costruito non serve a nulla. Ti rimane solo quella stanza vuota pronta per lui ma ora vuota. Ti siedi al centro della stanza cercando di fermare il moto delle pareti che cominciano a ruotarti attorno senza un preciso motivo.
Quel moto vorticoso tenta di portarti via, non hai più equilibrio ne resistenza.
Ti senti in colpa.
Non va bene.
Non puoi farne a meno.
Senti che quella grande parte di te, così vitale, così preponderante si è distaccata e nessuno può ridartela.
Non è un amore finito.
Non è una sbucciatura di ginocchio.
Non si rimargina.
Non può.
Sembra di vivere in un mondo alternativo, non un incubo, sarebbe irreale.
Questo è tutto vero, reale.
Alle volte però ti trovi ad osservarti da un altro punto di vista.
Sembra tu sia distaccata da te stessa al punto di non voler vivere questi momenti.
E così ti liberi del peso del tuo corpo e del suo dolore.
Non ho mai creduto in Dio e neanche ora lo farò.
Non è giusto che un Dio buono crei tanto dolore dopo tanto amore.
Il mio cuore spezzato è partito con te e questo nessuno può capirlo.
Nessuno può immedesimarsi.
Anche se non sono l'unica vedova al mondo.
Anche se non sono l'unica ad aver perso il grande amore della vita.
Solo io e te sappiamo cosa siamo.
Parlo al presente, non mi piace andare avanti senza di te.
Non lo accetto.
Per questo amore mio io resto qui.
A casa nostra.
In attesa della mia ora. Che tra l'altro spero giunga molto presto per potermi ricongiungere con te, così lontano ora.
Ti amo Edward.
Per questo stammi accanto, non te ne andare.
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-Bella???
Un rumore simile alla voce di donna arrivava alle mie orecchie. Tutto ovattato. Tutto strano. Il mio viso colpito da uno strano formicolio. La mia testa urlava di essere lasciata in pace ma la bocca impastata non riusciva ad emettere il suono giusto collegato.
-Bella???
Per favore smetti!! Lasciami riposare.
-Bella!!
Sempre più vicino.
-Oddio aiutatemi!!!
Poi tante mani su di me.
_____________________________________________________
In gola qualcosa di fastidioso.
Sembra quasi di sentire la stessa sensazioni di costrizione di qualche tempo fa. Sembra di rivivere in modo fisico il dolore della tua perdita.
La luce mi infastidisce.
Spegnila amore.
Spegni la luce.
È dalla tua parte l'interruttore.
Ti prego, i miei occhi sono deboli per questi raggi che filtrano dai vetri.
-Inspira ed espira, calmati e ti darà meno fastidio.
Amore mio sei tu? Rispondimi Edward…
-Bella se mi senti, cerca di calmarti, immetti aria piano piano, tra poco ti estuberò, ma tu calmati ok?
Edward non è la tua voce… Dove sei?
Ho bisogno di te, non so perché mi sento così strana. Ho bisogno di te.
-Ora al mio via emetti un bel respiro e toglierò questo fastidio dal tuo corpo ok?
Edward, voglio Edward accanto a me.
-Calmati, ci metterò un attimo. Quella voce contava a rovescio e mi suggeriva di respirare. Non mi fido se non so con chi ho a che fare.
Cosa fare?
Mi tocca cercare di respirare e vedere se realmente si attenua questa tortura. Anche la luce se ne va piano piano.
-Ora riposa, poi torno a controllarti.
Chi sei??? Tu che mi parli chi sei! Parlami. Dimmi chi sei.
-A dopo.
Eccolo.
Di nuovo.
Il pianto.
Compagno da lunghi giorni vuoti.
All'improvviso si ricompone il puzzle.
Tu non ci sei più amore mio.
Io sono sola.
E la bottiglietta con i barbiturici che mi aveva procurato Jasper sarebbe diventata la mia compagna di serata. Un buon Barbour, una manciata di pillole e sarei volata da te.
Ma non ne ho avuto il coraggio.
Alla prima pasticca mi sono sentita in colpa, allora l'ho innaffiata con l'intera bottiglia ed è stato il vuoto assoluto.
Chissà per quante ore.
Meglio non pensarci e chiudere gli occhi così posso restarti accanto.
___________________________________________________
La lavanda gastrica ha fatto il suo effetto.
Ho vomitato di tutto di più, avessi potuto anche vomitare il mio dolore sarebbe stato meglio.
Da qualche giorno mi capita di vomitare spesso, e per un motivo ben preciso. Quell'ultima notte solo nostra ci ha portato un figlio.
Tra qualche mese nascerà e tutt'ora non so se sarò pronta.
Alice si è offerta di trasferirsi con Jasper sull'isola. Per starmi accanto, aiutarmi. Non si fidano di me e fanno bene. Ma non sanno che la mia codardia è più forte di loro.
Oggi più che mai dovrei avere un motivo in più, ma non mi riesce.
Non posso pensare di essere felice senza di te. Non ci riesco. Alice mi dice che quando vedrò nostro figlio tutto cambierà.
Ma è giusto?
Oggi, davanti a questa finestra che da sul mare ti penso amore mio, e penso a come posso fare per raggiungerti quanto prima.
Perché il mio tempo su questa terra senza di te è scaduto.
Abbiamo condiviso troppo poco per poter essere già separati e non lo trovo giusto.
Fammi correre da te. Fammi stare accanto a te.



