Quando l'amore ti
scappa dalle mani, non hai lucidità, non hai calore nelle vene, senti il freddo
invadere ogni piccolo filamento del tuo corpo. L'impotenza e la stupidità la
fanno da padrona e questo non da modo al tuo corpo di reagire. Vederti svenuto e
bianco su quel bagnasciuga mi ha destabilizzato. Sentire la tua brutalità nel
volermi possedere l'ho capita, ma la tua fuga no. E non te lo perdono Edward,
no non voglio perdonarti ne tanto meno darti modo di spiegarmi. Devi tornare da
me e dimostrarmi che era solo paura. Il mio cuore sta scoppiando. Paura,
tristezza e solitudine che mi gela. Non ci riesco amore mio, non riesco a stare
in questo difficile mondo senza di te. La persona più avida ed ingiusta che
avessi mai conosciuta, ma era tutta rivolta a te stesso. E se avessi saputo che
tutto questo sarebbe stato scatenato da un mio sogno mai te lo avrei rivelato.
Non posso immaginare un figlio rischiando di perdere il mio amore. Non è
accettabile e neanche contemplabile. Tu, brutto figlio di buona donna, mi hai
giurato amore eterno e quanto è vero iddio io ti raggiungerò se non torni da
me. Sei il mio ossigeno, sei nelle mie vene e non posso fare a meno di te. Per
questo Edward, solo per questo, torna da me ed apri quei tuoi occhi così pigri,
in questo giorno nero. Sei un fottuto egoista e bastardo ed ogni mia parola so
benissimo sta andando al vento, così come la mia anima, spesa per amare la tua.
Perché non mi guardi, perché non mi vuoi. Eppure ricordo la furia del nostro
ultimo incontro, la tua voglia, la tua gola nel possedermi. Ora sono qua. Sono
pronta a darti anche l'ultimo mio respiro pur di averti accanto, che sia in
questa o in un'altra vita.
Ho pianto lacrime
amare Edward e non merito di versarne ancora.
Svegliati.
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-Che leggi?-
-Conosci queste
parole?-
-Quali?-
-Fai pure del tuo
peggio per sottrarti a me, ma per tutta la vita mi apparterrai: vita che non
durerà più a lungo del tuo amore, perché essa completamente da quell'amore
dipende. Non devo perciò temere il massimo dei mali, dal momento che il minimo
di essi mi può causare la fine; esiste per me un più felice stato di questo
continuo dipendere dai tuoi umori! Tu non puoi torturarmi con la tua
incostanza, ne va della mia vita col tuo disdegno. Oh, quale titolo alla
felicità posseggo: pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire! C'è
cosa tanto bella che non tema macchia? Tu potresti ingannarmi e io non
saperlo.-
-No… Quale mistero
sei tu?-
-Mistero? Sei tu che
non sai le cose e io sono il mistero?-
-No, sul serio…
Racconti che cosa sei tu?-
-Mettiamola così,
sono curiosa, ok?-
-Ok curiosa, e
sentiamo un po’ che significato dai tu a questa "ode" appena
letta???-
-Uhm… Mio caro
farabutto, tu cosa sai dell'amore?-
-Io so te…-
-Uhm…. Ok… e poi?-
-E poi che non avevo
mai provato qualcosa di così forte…-
-Ok, allora pensa se
qualcuno o qualcosa potesse toglierti quell'amore, e prima di rispondere
pensaci bene, o per lo meno cercando di razionalizzare la cosa, come
reagiresti?-
-Beh… Se fosse
qualcuno gli spaccherei la faccia, se fosse qualcosa lo cancellerei dalla
faccia della terra!!-
-Edward… Dai
seriamente!!!-
-Ok… se ci dovessimo
separare preferirei morire… Il mio vero amore per te è vivere con te-
-Ecco, per lui
l'amore è qualcosa di trascendentale, qualcosa che va vissuto anche se
tormentato, vive di quell'amore intenso e triste, ma ne vive… non può farne a
meno, tanto da morirne. Capisci Edward, l'amore non sempre è corrisposto, non
sempre è felice, ma chi ama, Ama. Senza farsi troppe domande. È il cuore che ti
guida-
-Lo trovo stupido.
Se tu non mi amassi io non saprei che farne del mio amore!-
-E saresti capace di
levarmi dal tuo cuore?-
-No, ma soffrirei-
-Per amore-
-Si, per amore-
-Ma mi ameresti, non
smetteresti. E molto probabilmente vivresti con questo amore, perché il vero
amore non si cancella-
-E sarebbe un amore
malato, non felice-
-Ma sempre di amore
si parla-
-Infelice-
-Amore-
-Malato-
-Amore-
-Va beh, con te
perdo…-
-No, con me hai
vinto…-
Mi avvicinai a lui,
le mie mani volarono sul suo petto.
-Hai vinto la tua
amante, hai vinto una compagna, hai vinto una socia…-
-Ho vinto la mia
gatta che sa fare le fusa meglio di qualsiasi altra micia in circolazione-
-Altra micia???
Quale micia???-
Rise spensierato
della mia gelosia…
-Io ne conosco una
sempre e particolarmente in calore…-
Mi issò in braccio
su di lui tanto da permettermi di allacciare le mie gambe sui suoi fianchi. Mi
presi il suo labbro inferiore tra i denti e poi lo succhiai. Lui si appoggiò al
muro per non farci cadere.
-...una capace di
farmi gemere e venire nelle mutande come un pivellino anche solo con lo
sguardo…-
Fu la volta della
sua mascella, e la mia lingua a delinearne la linea. Sentii Edward piano piano
scendere verso il pavimento fino a trovarci a terra, ancora intrecciati.
-...una micetta con
le unghie, anzi no meglio… gli artigli affilati… pronta a marcare il
territorio…-
Non resistetti
oltre… mi sdraiai sulle gambe di Edward, in questo modo il mio bacino si
modellò al suo e potei sentirlo pieno e pronto. Mi strusciai così su di lui,
per lui. Una delle sue mani si posò al centro del mio seno e come se vivessi un
rallenty la sentii scendere verso la mia pancia, e ancora più giù…
-… una micetta
sempre pronta per il suo uomo…-
E ribaltando le
posizioni mi trovai con la schiena al pavimento e il mio uomo pronto ad amarmi
in modo carnale.
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Per questo Edward,
per le tue parole allora dette, non lasciarmi. Non concepivi l'amore
tormentato, bene allora non farmelo vivere!!
Torna da me.
La trasfusione,
secondo Jasper, non aveva portato i benefici sperati. Nella sua fuga si erano
aperti i punti e cadendo riverso sulla riva aveva perso molto sangue e l'acqua
che lo colpiva ad ogni onda ne accelerava la fuoriuscita.
Quando lo trovai era
freddo, pallido e sembrava oramai esanime. Feci squillare il cellulare di
Jasper. Solo per le emergenze dovevo far squillare quel telefono. Tre squilli e
sarebbero corsi gli aiuti. In una delle isole poco distante dalla nostra si era
stabilito un medico collega di Jasper, uomo di fiducia. Quando arrivò dovetti
tornare verso casa, lui sarebbe arrivato li. Per cui cercai di muovere Edward
lontano dalla riva e con la felpa che indossavo cercai di tamponare la ferita
riaperta.
Non ci volle molto a
tornare da lui, ma il mio cuore batteva all'impazzata. Ero sicura che questa
volta sarebbe stata dura riprendersi e tornare a quel poco di tranquillità che
stavamo raggiungendo.
Aiutai il dottore a
trasportarlo in casa, e cercai di asciugarlo intanto che veniva ripulita la
ferita.
Fu costretto a fare
una trasfusione e mi disse che forse non sarebbe bastata. Era pallido. Era
instabile. Non doveva lasciarmi, non poteva.
Chiesi al dottore di
rimanere per la notte e lui acconsentì. Preparai il divano per lui. Io rimasi
accanto ad Edward senza chiudere occhio, contando i suoi battiti sperando di
sentirli aumentare. Mi stesi al suo fianco, cercai di scaldarlo con il mio corpo,
con il mio amore. La paura non era finita anzi, si era ripresentata a farci
compagnia. Il pensiero tornò al perché, al mio sogno ed alle sue parole.
Tremendo vedere come tutto si era evoluto, come dal desiderio di maternità si
era passati al rischio di perdere tutto.
Mi stava scivolando
tra le dita e non potevo fare nulla.
Canticchiai tutta
notte. Doveva stare qua con me, ed egoisticamente, proprio come Edward aveva
detto, "Se ci dovessimo separare preferirei morire… Il mio vero amore per
te è vivere con te", decisi di trattenerlo con me facendogli sentire il
mio amore, il mio richiamo.
Quante cazzate credi
di sapere, ma poi facendo i conti con la tua realtà, capisci che nessuno è in
grado di sapere in assoluto. Sanno perché vivono. Sanno per quello che è il
loro bagaglio.
E tu amore mio sei
il mio bagaglio, la mia vita, il mio assoluto.




