Vi sono mancata???
Beh... la salute ultimamente non mi ha aiutata!!!
Nonostante tutto sono qua ad aggiornare...
Non manca molto alla fine e in fondo al capitolo troverete una "blanda" spiegazione a questo.
Grazie per la vostra attenzione.
- Capitolo 11 -

Ciao Amore mio,
Ti osservo sdraiata accanto al mio corpo, mentre continui a donarmi te stessa. Il tuo amore mi tiene ancorato qui. Non so se avrò la forza di resistere ancora a lungo. Quante cose non ti ho detto, quanto amore ti ho negato.
Amore mio lotta per noi, tieni saldo il filo che ci lega, perché dei due quella forte sei tu. Ho sempre pensato di doverti proteggere da qualsiasi cosa ma non ho mai visto oltre il tuo bel viso, quanta grinta possedessi, per cui amore mio, lotta per noi.
Ti Amo. Tuo Edward.
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Un brivido lungo la schiena mi fece agitare e svegliare. Il braccio teso e bloccato dal salasso, voltai il viso verso la mia destra. Accanto a me il corpo sempre più pallido del mio Edward.
Lentamente mi voltai sulla sinistra e fui sorpresa di trovare Jasper ed Alice che riposavano sul divano. Cercai di muovermi, ma due mani calde si posarono sulle spalle facendomi rimanere stesa.
Boccoli biondi ricadenti verso il mio volto.
-Bella, tesoro come stai?-
La dolce voce di Rose mi stava ridestando, non ero più sola. La percezione di questa nuova verità fece crollare ogni barriera che fino a quel momento aveva retto le mie crisi. Cercai il volto di Edward, l'unica mia ragione di vita.
E piansi.
Piansi per ogni singolo momento in cui la paura di rimanere senza lui aveva oscurato il mio cuore, e come spesso accade, quando si hanno le spalle al muro nella solitudine delle tue paure, quando improvvisamente trovi una mano amica a reggerti, piangi. Piangi a lungo. Piangi la paura, l'amarezza, la solitudine e tutta la rabbia.
-Bella mi senti?-
La voce armoniosa della mia Rose cercava di portarmi in quella stanza, con lei, con i miei amici. Era difficile cercare di spegnere le mie ansie e dare ascolto alla sua voce.
Era complicato comandare ai miei occhi di staccarsi dal volto di Edward.
Forse ero in trance, forse ero solamente persa nella bellezza del mio uomo.
Forse avevo solo bisogno di vedere i suoi occhi aperti che mi cercavano.
-Isabella, dammi segno, mi senti?-
Staccai dal mio amato gli occhi e cercai Rose, ne seguii la voce confusa e preoccupata.
Presi a sbattere le palpebre, mettendo a fuoco, nella luce soffusa della stanza, i verdi occhi di Rose.
-Rose…-
-Oh Bella…-
Cercai nuovamente di alzarmi, ma mi venne impedito di nuovo.
-Bella devi stare ferma ancora per un po’. Il dottore dice che sei quasi arrivata ai 450 centimetri cubi. Dopo di che faremo una grossa colazione e poi ci racconterai tutto, va bene?-
Chiusi gli occhi in attesa di poter di nuovo alzare la testa, la mano di Rose non mi abbandonò un attimo.
Quando li riaprì ero ancora sdraiata nel letto.
-Rose…-
-Sono qua Bella. Mi vedi?-
Alzai gli occhi e la trovai accanto a me.
-Vuoi alzarti? Potremmo fare colazione, magari un bel bagno e, quando te la senti, potremmo fare due chiacchiere…-
Realizzai in un attimo la mia solitudine di quei giorni.
-Dove eravate?-
Rose si irrigidì, ma io continuai.
-Dov'eri quando Edward è stato male? Mi avete lasciato nelle mani di uno sconosciuto, ero sola ad affrontare tutto questo. Avevo paura. Ero sola!!-
Non me ne accorsi ma stavo urlando.
-Bella calmati…-
Rose cogliendomi di sorpresa mi abbracciò a se.
-...Non potevamo, eravamo sorvegliati, ci sono stati addosso, e credimi se ti dico che eravamo tutti in pena per te, per voi. Le ultime notizie su Edward erano buone, poi Jasper ha dovuto interrompere ogni contatto per paura che arrivassero a voi-
Mi cullò a lungo.
La rabbia svanì poco a poco. L'abbraccio di Rose fu sostituito da quello di Emmett che mi fece sdraiare sul divano. Erano tutti e quattro attorno a me con un aria mista tra l'incredulo e il preoccupato.
Raccontai gli ultimi giorni.
Raccontai della rabbia di Edward.
Del mio smarrimento e del suo ritrovamento sul bagnasciuga.
Alice si emozionò, mentre Emmett cominciò ad inveire contro Edward.
La consapevolezza della durezza di quei giorni portò a galla di nuovo le mie infinite lacrime. Piansi, ancora, ma questa volta non ero sola. Fecero a turno per starmi accanto. E questo mi aiutò.
La sera dopo aver preparato dei giacigli per i miei amici, mi accoccolai accanto ad Edward. E con una nuova forza d'animo lo coccolai.
-So che ci sei. So che non mi abbandonerai mai. So che mi senti. Amore torna da me-
E mi poggiai al suo petto facendo attenzione a non scivolare verso la sua ferita.
Jasper lo aveva curato, Emmett aveva riaccompagnato il medico e Alice e Rose avevano accudito me.
Sentii gli occhi appesantirsi e mi lasciai andare.
Sognai quella notte, sognai di me e di Edward. Sognai la nostra vita.
Non avevo mai preteso una vita semplice, non mi avrebbe importato avere tutto senza poter avere accanto a me Edward.
Un filo di luce filtrava dalla finestra della stanza. Dita fredde carezzavano i miei capelli.
Rose doveva aver dormito poco.
Alzai lo sguardo ma in camera non c'era nessuno.
Pensai che la mia immaginazione stava andando oltre. Pensai che avevo bisogno di mangiare qualcosa e cercare di non dare di matto. Edward aveva bisogno di me, nella mia interezza.
Mi alzai dal suo corpo freddo. Il suo braccio non aveva più la flebo con la trasfusione. Mi chinai a baciare quel piccolo forellino.
-Io e te amore mio. Ora siamo una cosa sola-
-Si…-
Sgranai gli occhi.
Trovai i suoi appena socchiusi.
Stava sbattendo le sue lunghe ciglia, per trovar pace con la luce.
Era con me.
Immobile ed indecisa sul come muovermi cominciai ad urlare. Così forte da svegliare tutti. Così forte da non avere più fiato e ricadere su di lui.
Fui spostata da Jasper, il quale doveva controllare Edward e il suo stato.
-Bentornato capo-
Sorridendogli per la gioia del momento.
Alice si accucciò con me sul divano.
-Vedi... È tornato… Non ci ha abbandonati, non ti ha lasciata-
-No- le risposi singhiozzando.
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-Ti ho sognata o pensata, non so come definirlo. Ero con te sempre. Quando mi hai trovato, quando mi hai donato te stessa, quando piangevi. Sempre-
-Ho avuto paura, non avrei resistito neanche un attimo qui se tu te ne fossi andato-
-Non dire sciocchezze. Tu devi vivere. Tu devi comunque andare avanti-
-Sarei rimasta sola, non lo avrei sopportato-
-Non ti lascerò sola. Non rimarremo soli Bella. Ho capito di aver sbagliato tutto con te, di averti negato una gioia infinita. Per questo molto presto io e te non saremo più soli-
Mi prese il volto tra le sue mani ancora gelide.
-L'ho visto amore mio. Ho visto in lui i tuoi occhi e le mie labbra. Ho immaginato nostro figlio proprio come lo hai sognato tu ed ho capito. Ho capito che questa mia losca vita mi ha portato qualcosa di buono, te. E potrà darmi ancora di più. Un piccolo me e te a cui pensare-
Lo abbracciai con troppa foga tanto che lo sentii irrigidirsi.
-Scusa…-
-Fa più piano ma torna da me-
Mi appoggiai al suo collo e mi modellai a lui.
-Sei una tentazione, se non fossi messo così male proveremmo subito ad avere nostro figlio-
Sorrisi del mio ritrovato amore.
Cercò con la mano il mio viso, e mi fece alzare lo sguardo facendolo seguire dalla sua voce roca.
-Sono debilitato, ma non riesco a starti lontano-
Si voltò su di un fianco, facendo aderire il suo bacino al mio.
-Sentimi. Non ho sangue per ragionare, ma ne ho abbastanza per la mia voglia di te-
Sorrisi del mio folle amore.
-Edward, calmati. Niente sforzi-
-Ohhh ma io non farò nulla. Sarai tu a faticare…-
La sua lingua si infilò tra le mie labbra, il suo ringhio mi svegliò da ogni sonno fisico provato.
Alzai le lenzuola. Lo spogliai. Lo cavalcai come una prode amazzone. Mi fiondai nuovamente sulle sue labbra e lo aiutai ad entrare in me.
Fu come essere in paradiso. Nuovamente una cosa sola.
Cominciai a dondolarmi come se ogni parte della mia intimità dovesse toccare la sua. Cercai un giusto ritmo per entrambi, per non pesare su di lui, per non affaticarlo più del dovuto.

-Bella mi manchi troppo-
Le sue mani furono sul mio sedere a dare un ritmo più incalzante, tanto che in pochi attimi raggiungemmo assieme l'apice delle nostre voglie. Un mix letale, potente e poderoso.
Trasportati da questo vortice di passione lasciammo che la stanchezza ci prendesse e ci accompagnasse verso il riposo sereno.
Eccomi!!!
Che dire... Lascio a voi l'ultima parola. è una storia strana, non sta andando dove volevo, e per questo ben presto troverà la sua fine, era nata con uno scopo ben preciso. Non riesco a portarlo a termine, per questo sono io la prima a non credervi.
Grazie a chi comunque legge.