domenica 23 settembre 2012

Io Isabella Swan in Cullen…



Quando l'amore ti scappa dalle mani, non hai lucidità, non hai calore nelle vene, senti il freddo invadere ogni piccolo filamento del tuo corpo. L'impotenza e la stupidità la fanno da padrona e questo non da modo al tuo corpo di reagire. Vederti svenuto e bianco su quel bagnasciuga mi ha destabilizzato. Sentire la tua brutalità nel volermi possedere l'ho capita, ma la tua fuga no. E non te lo perdono Edward, no non voglio perdonarti ne tanto meno darti modo di spiegarmi. Devi tornare da me e dimostrarmi che era solo paura. Il mio cuore sta scoppiando. Paura, tristezza e solitudine che mi gela. Non ci riesco amore mio, non riesco a stare in questo difficile mondo senza di te. La persona più avida ed ingiusta che avessi mai conosciuta, ma era tutta rivolta a te stesso. E se avessi saputo che tutto questo sarebbe stato scatenato da un mio sogno mai te lo avrei rivelato. Non posso immaginare un figlio rischiando di perdere il mio amore. Non è accettabile e neanche contemplabile. Tu, brutto figlio di buona donna, mi hai giurato amore eterno e quanto è vero iddio io ti raggiungerò se non torni da me. Sei il mio ossigeno, sei nelle mie vene e non posso fare a meno di te. Per questo Edward, solo per questo, torna da me ed apri quei tuoi occhi così pigri, in questo giorno nero. Sei un fottuto egoista e bastardo ed ogni mia parola so benissimo sta andando al vento, così come la mia anima, spesa per amare la tua. Perché non mi guardi, perché non mi vuoi. Eppure ricordo la furia del nostro ultimo incontro, la tua voglia, la tua gola nel possedermi. Ora sono qua. Sono pronta a darti anche l'ultimo mio respiro pur di averti accanto, che sia in questa o in un'altra vita.

Ho pianto lacrime amare Edward e non merito di versarne ancora.


Svegliati.

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-Che leggi?- 
-Conosci queste parole?-

-Quali?-

-Fai pure del tuo peggio per sottrarti a me, ma per tutta la vita mi apparterrai: vita che non durerà più a lungo del tuo amore, perché essa completamente da quell'amore dipende. Non devo perciò temere il massimo dei mali, dal momento che il minimo di essi mi può causare la fine; esiste per me un più felice stato di questo continuo dipendere dai tuoi umori! Tu non puoi torturarmi con la tua incostanza, ne va della mia vita col tuo disdegno. Oh, quale titolo alla felicità posseggo: pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire! C'è cosa tanto bella che non tema macchia? Tu potresti ingannarmi e io non saperlo.-

-No… Quale mistero sei tu?-

-Mistero? Sei tu che non sai le cose e io sono il mistero?-

-No, sul serio… Racconti che cosa sei tu?-

-Mettiamola così, sono curiosa, ok?-

-Ok curiosa, e sentiamo un po’ che significato dai tu a questa "ode" appena letta???-

-Uhm… Mio caro farabutto, tu cosa sai dell'amore?-

-Io so te…-

-Uhm…. Ok… e poi?-

-E poi che non avevo mai provato qualcosa di così forte…-

-Ok, allora pensa se qualcuno o qualcosa potesse toglierti quell'amore, e prima di rispondere pensaci bene, o per lo meno cercando di razionalizzare la cosa, come reagiresti?-

-Beh… Se fosse qualcuno gli spaccherei la faccia, se fosse qualcosa lo cancellerei dalla faccia della terra!!-

-Edward… Dai seriamente!!!-

-Ok… se ci dovessimo separare preferirei morire… Il mio vero amore per te è vivere con te-

-Ecco, per lui l'amore è qualcosa di trascendentale, qualcosa che va vissuto anche se tormentato, vive di quell'amore intenso e triste, ma ne vive… non può farne a meno, tanto da morirne. Capisci Edward, l'amore non sempre è corrisposto, non sempre è felice, ma chi ama, Ama. Senza farsi troppe domande. È il cuore che ti guida-

-Lo trovo stupido. Se tu non mi amassi io non saprei che farne del mio amore!-

-E saresti capace di levarmi dal tuo cuore?-

-No, ma soffrirei-

-Per amore-

-Si, per amore-

-Ma mi ameresti, non smetteresti. E molto probabilmente vivresti con questo amore, perché il vero amore non si cancella-

-E sarebbe un amore malato, non felice-

-Ma sempre di amore si parla-

-Infelice-

-Amore-

-Malato-

-Amore-

-Va beh, con te perdo…-

-No, con me hai vinto…-

Mi avvicinai a lui, le mie mani volarono sul suo petto.

-Hai vinto la tua amante, hai vinto una compagna, hai vinto una socia…-

-Ho vinto la mia gatta che sa fare le fusa meglio di qualsiasi altra micia in circolazione-

-Altra micia??? Quale micia???-

Rise spensierato della mia gelosia…

-Io ne conosco una sempre e particolarmente in calore…-

Mi issò in braccio su di lui tanto da permettermi di allacciare le mie gambe sui suoi fianchi. Mi presi il suo labbro inferiore tra i denti e poi lo succhiai. Lui si appoggiò al muro per non farci cadere.

-...una capace di farmi gemere e venire nelle mutande come un pivellino anche solo con lo sguardo…-

Fu la volta della sua mascella, e la mia lingua a delinearne la linea. Sentii Edward piano piano scendere verso il pavimento fino a trovarci a terra, ancora intrecciati.

-...una micetta con le unghie, anzi no meglio… gli artigli affilati… pronta a marcare il territorio…-

Non resistetti oltre… mi sdraiai sulle gambe di Edward, in questo modo il mio bacino si modellò al suo e potei sentirlo pieno e pronto. Mi strusciai così su di lui, per lui. Una delle sue mani si posò al centro del mio seno e come se vivessi un rallenty la sentii scendere verso la mia pancia, e ancora più giù…

-… una micetta sempre pronta per il suo uomo…-


E ribaltando le posizioni mi trovai con la schiena al pavimento e il mio uomo pronto ad amarmi in modo carnale.

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Per questo Edward, per le tue parole allora dette, non lasciarmi. Non concepivi l'amore tormentato, bene allora non farmelo vivere!! 
Torna da me.

La trasfusione, secondo Jasper, non aveva portato i benefici sperati. Nella sua fuga si erano aperti i punti e cadendo riverso sulla riva aveva perso molto sangue e l'acqua che lo colpiva ad ogni onda ne accelerava la fuoriuscita.

Quando lo trovai era freddo, pallido e sembrava oramai esanime. Feci squillare il cellulare di Jasper. Solo per le emergenze dovevo far squillare quel telefono. Tre squilli e sarebbero corsi gli aiuti. In una delle isole poco distante dalla nostra si era stabilito un medico collega di Jasper, uomo di fiducia. Quando arrivò dovetti tornare verso casa, lui sarebbe arrivato li. Per cui cercai di muovere Edward lontano dalla riva e con la felpa che indossavo cercai di tamponare la ferita riaperta.

Non ci volle molto a tornare da lui, ma il mio cuore batteva all'impazzata. Ero sicura che questa volta sarebbe stata dura riprendersi e tornare a quel poco di tranquillità che stavamo raggiungendo.

Aiutai il dottore a trasportarlo in casa, e cercai di asciugarlo intanto che veniva ripulita la ferita.

Fu costretto a fare una trasfusione e mi disse che forse non sarebbe bastata. Era pallido. Era instabile. Non doveva lasciarmi, non poteva.

Chiesi al dottore di rimanere per la notte e lui acconsentì. Preparai il divano per lui. Io rimasi accanto ad Edward senza chiudere occhio, contando i suoi battiti sperando di sentirli aumentare. Mi stesi al suo fianco, cercai di scaldarlo con il mio corpo, con il mio amore. La paura non era finita anzi, si era ripresentata a farci compagnia. Il pensiero tornò al perché, al mio sogno ed alle sue parole. Tremendo vedere come tutto si era evoluto, come dal desiderio di maternità si era passati al rischio di perdere tutto.

Mi stava scivolando tra le dita e non potevo fare nulla.

Canticchiai tutta notte. Doveva stare qua con me, ed egoisticamente, proprio come Edward aveva detto, "Se ci dovessimo separare preferirei morire… Il mio vero amore per te è vivere con te", decisi di trattenerlo con me facendogli sentire il mio amore, il mio richiamo.

Quante cazzate credi di sapere, ma poi facendo i conti con la tua realtà, capisci che nessuno è in grado di sapere in assoluto. Sanno perché vivono. Sanno per quello che è il loro bagaglio.


E tu amore mio sei il mio bagaglio, la mia vita, il mio assoluto.

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