lunedì 1 ottobre 2012

Ti vedo ma....



Capitolo 9


Io non so cosa succede; mi trovo sospeso a cercare di urlare senza poter essere ascoltato. Sono ore che cerco di farti sentire la mia voce amore mio, ma è come se la mia gola fosse infiammata e non riuscisse a far vibrare le mie corde. Voglio farti capire che sono qua, che ti vedo, ti sento e che mi manca parlarti.

Vorrei avere capacità di farmi ascoltare ai miei muscoli il comando che da ore cerco di dare loro. Abbracciatela, deve sapere che sono qui accanto a lei.

Ma nulla si muove, neanche un battito di ciglia a darti modo di capire che sono qui, con te.

Ti ho già sentita piangere una volta in modo disperato come la notte scorsa ed il mio cuore ha subito un tonfo…..di nuovo.

"Il rumore di uno sparo. Il tempo congelato. La canna fumante, precisa e spietata. Il mio moto incondizionato verso il suo corpo in fuga. Un riflesso dato dall'istinto. Sembra di vedere un documentario dove il leone attacca i cuccioli di gazzella, l'istinto porta la madre al sacrificio.
Dicono che il metallo a contatto con il corpo sia freddo e innaturale…..non è così. È come una lama che attraversa il burro. Neanche il rumore della pelle che si lacera. Nulla. Il buio prende il sopravvento. Un improvviso odore di rame e un brusio più simile ad un fischio alle orecchie. Un punto bianco, apparentemente sfuocato, a poco a poco si ingrandisce o si avvicina, non ho prospettiva. E io non posso fare nulla. Posso solo accettarlo….. Immobile. Ma la confusione quella la sento bene. Il frastuono di mille campane e il luccichio di mille lucciole negli occhi. Provo a muovere le mie mani per tapparmi le orecchie o ricacciare indietro gli occhi, ma non si muove nulla. Tutto fermo. Ogni singolo muscolo risulta inattivo…… Come me. Ma io sono qui. Percepisco la voce della mia donna in lontananza, come se avessi dell'ovatta nelle orecchie, percepisco la sua voce ma non capisco cosa mi stia dicendo. Poi sento il tocco di tante mani, calde mani, quasi bollenti. Percepisco il vuoto, non ho mai sofferto di vertigini ma il mio stomaco sta facendo capriole e ho paura di sprofondare. Sento però il mio corpo saldarsi contro braccia possenti e ferme. Di sicuro Emmet, l'unico capace di reggere una persona di 78 chili come fosse una piuma e tenerla salda al suo corpo muovendosi comunque agilmente. Riconosco il suo odore di muschio bianco, l'ho sempre preso in giro per questa sua fragranza poco mascolina. Vorrei capire cosa mi sta succedendo ma quel puntino, ormai così vicino a me, è un richiamo irresistibile. Decido allora di chiudere gli occhi e di non pensare più. La testa mi esplode, il corpo si sta riempiendo di brividi e non ho più voglia di oppormi a questa stanchezza. Dormo."

Come allora tutto torna, tranne quel fastidioso puntino luminoso. Non l'ho percepito e sono più sereno, ma sono immobile e non lo vorrei. Vorrei urlare al mio amore di non piangere per me, perché sono qua, accanto a lei. La sento pregare per me, ora dopo ora. Vorrei che si rilassasse un pochino, che si dedicasse a se stessa ma non mi abbandona un attimo, e mi fa soffrire questa sua chiusura.

Oggi accanto a lei c'era il medico, le misurava la pressione e l'ha costretta a mangiare. Per fortuna non è sola. Non capisco perché Jasper tardi a venire a trovarci. A quest'ora doveva già essere sull'isola.

-Isabella, che ne dice di andarsi a fare una doccia intanto che io sistemo la medicazione a Edward? Così non mi starà tra i piedi e il suo profumo, beh diciamo che comincia a non sentirsi più… Che ne dice?-

Si Bella, fai ciò che ti dice il dottore, prenditi cura di te. Curati come farei io, come ti coccolerei io. I tuoi morbidi capelli, pettinali. Poi magari puoi farti quella bella treccia che sistemi sempre da una parte, sulla spalla. Come vorrei chiudermi in quel box con te. Lavarti e poi scaldare questi gelidi muscoli con il getto dell'acqua calda. Oh magari scioglierli prendendoti in braccio e facendo l'amore con te. Quante cose vorrei fare ma non posso.

Vedo il dottore maneggiare con garze e bende ma non sento il suo tocco. Lo vedo ma non lo sento. Eppure mi sta disinfettando, sta pulendo del sangue pesto. Non sento neanche l'odore acre del sangue mischiato al disinfettante.

La cosa si sta ingarbugliando. Non capisco cosa mi stia succedendo.

Quando cerco Isabella vengo rapito da un suono celestiale, così esco dalla stanza al richiamo di qualcosa che non conosco, che non ho mai ne visto ne sentito prima d'ora.

È una luce abbagliante, diversa da quel puntino. È bella. È profumata. Pulsa, e mi attira a se. Il mio corpo sembra una piuma sospinta dal vento. Mi ritrovo in questo bagliore. Mi sento bene. Mi sento forte. Sono di nuovo invincibile. Ma come ho questa percezione cado qualche metro in basso verso terra.

E di nuovo la paura mi attanaglia il cuore.

Tutte le mie certezze cadono. Tutte le mie sicurezze si sgretolano come neve al sole. Mi sento piccolo, debole. Ho paura. Tanta.

All'improvviso da quel bagliore un raggio si avvicina a me. Come una mano per farmi di nuovo sollevare. Come sfioro il raggio sento di nuovo il calore invadermi la pelle, ogni singolo organo e d'improvviso i muscoli sciogliersi.

-Fermo Edward, non muoverti. Fermo o dovrò darti un calmante-

È la sua voce. La mia Bella.

Alzo la mano, non vedo bene, ho la vista annebbiata ma la sento accanto a me. I suoi capelli stanno sfiorando il braccio facendomi il solletico. Non voglio che si scansi. Voglio che stia li. Preoccupandosi di me. Curando me.

Il gelo improvviso nel cuore.

Mi fermo mi blocco e capisco.

L'ammonimento.

Si.

Quel bagliore è il mio giudice divino. Ho un'altra possibilità. Ma svanisce o sprofondo ogni qualvolta l'egoismo e la bramosia vengono a galla. Ho un'altra possibilità, ma per questo devo redimermi. Devo combattere i miei demoni e trovare la giusta strada. Abbiamo rinunciato all'avarizia, dovrò rinunciare al resto. In questo modo avrò di nuovo Bella. Mi correggo. Bella avrà di nuovo me. Bella è mia, lo è sempre stata. E sempre lo sarà.

Mi calmo. Respiro a lungo.

-Amore mio, sono qui, mi senti??? Edward per favore. Ti sei mosso, ti ho visto, ho bisogno di sapere che puoi sentirmi. Che non parlo invano-

Sta piangendo mentre mi chiede ciò che in realtà sto già facendo.

Isabella, vita mia, io ti sento, ti ho sempre sentita. Sono qui. Immobile ma pur sempre con te, non posso rischiare di volar via senza di te. Ti amo.

-Dottoreeee….-

Stai urlando, che hai visto? Che c'è che non va?

-...Ha mosso le labbra… Vuol parlare!!! Dottore corra!!!!-

Oh si amore mio, non sai quante cose vorrei dirti, quanto ti abbia trovata splendida in quella doccia dove hai pianto per me, o quando a fatica mi ha messo in questo nostro letto con l'aiuto del dottore. Sono sempre stato qui, e mai me ne andrò. Sto qua, per invecchiare con te per esaudire ogni tuo desiderio. Sto con te.

-Si, Isabella si sta per risvegliare. La trasfusione ha dato i suoi frutti. Ora deve stare tranquillo. E questo è il momento buono per fargli sentire che sei qua-

-Amore mio, si sono qui-

Sento le sue mani stringere la mia. Le sue labbra sfiorano la mia pelle facendola vibrare di nuovo.

Che bella sensazione averla e sentirla mia.

Parlami amore. Fammi sentire la tua voce armoniosa.

E come se mi avesse percepito la sento sussurrarmi il nostro primo incontro, in quella stanza piena di poliziotti e dove come due calamite ci siamo assaliti vogliosi.

È bello sentirlo dire dalla tua voce, è bello però sapere che il tuo ricordo è uguale al mio.

Le stesse emozioni, le stesse sensazioni.

-Edward, lo so che ti sei allontanato per la mia richiesta, ma se tu torni a me giuro che non ti farò più pressioni-

No amore mio, non giurare mai, ci amiamo e se un figlio è la tua richiesta, saprò accoglierla, amando te e ogni bambino che ci verrà donato. Ti amo, non posso perderti, e più figli faremo più pezzi di noi saranno al mondo, più amore avremo da condividere.

-Jasper mi ha fatto sapere che le acque sono agitate per cui non può raggiungerci, ma riceve un bollettino aggiornato giorno per giorno dal dottore-

Non parlarmi di Jasper parlami di noi. Raccontami del tuo amore per me. Fammi capire quanto sia stato stupido a dubitarne.

Sbatto le palpebre. È luce quella che vedo.

Mi stanno portando via.

Isabella non lasciarmi.

Non vedo nulla sono accecato.

Aiuto.






Nessun commento:

Posta un commento