domenica 9 settembre 2012

Capitolo 7 - Io Edward Cullen...


Era uguale a me???


Bella aveva sognato un bambino e mi assomigliava. Assomigliava a me. E mentre me lo raccontava i suoi occhi si accendevano di fierezza ed orgoglio. 

Gli stessi occhi che mi vedevano rubare, escogitare e vivere alle spalle degli altri. Quegli occhi luminosi mi guardavano come si osserva un’opera d'arte o un bel dipinto. Quegli stessi occhi avevano visto un piccolo me, un piccolo Edward del quale si era già innamorata.

Ero pronto ad essere padre? 

Ero sicuro di voler dar vita ad un altro me, egoista, incapace e fannullone?
No. Non lo ero. La mia vita si era spinta oltre, troppe volte, rischiando anche la vita degli altri per la mia avidità. 

Il mio passato mi dava ragione, avevo fatto di tutto per avidità e lo avrei fatto anche questa volta, avrei cercato un modo dolce per dire a Bella che non meritava di soffrire a causa di un mio piccolo clone.

Non sono l'uomo giusto per fare il padre. Che cosa mai potrei insegnare a mio figlio? Come si ruba? Come si fugge a piedi o con l'auto durante un inseguimento? Avevo scelto di togliermi dal giro per amore di Bella, non potevo mettere a rischio un'altra vita.

E ora che vivevamo su quest'isola, ora che eravamo in pace ma lontano da tutto, che futuro potevo assicurargli?

Ripensandoci non era giusto per lui, per noi. Noi avevamo il nostro amore speciale e vivi o morti saremmo rimasti assieme. Bastavano le nostre vite ad essere sacrificate, non sarebbe stato giusto dare vita ad un figlio sacrificandolo ad una vita di fughe e rischi. No, non era giusto.

-Amore mi aiuti????-

La mia Bella intenta a rifare il letto mentre io cercavo risposte seduto sulla poltrona della camera.

Rimasi seduto osservandola china sul materasso, perfetta, come le sue curve, lunghe gambe toniche e aperte per sistemare le lenzuola dal lato del muro. Ringrazio la sistemazione obbligata della camera per il panorama che mi offre oggi!!!

E io avrei dovuto dividere quel corpo con qualcuno? L'egoismo e l'avidità non sanno fare a metà di qualcosa, o tutto o niente, e lei era tutto per me. Tutto. Stavo blaterando pensando ad un figlio, neanche pensando ad un’amante. Ma poco cambiava, l'amore che lega madre e figlio è molto più forte e io non ero pronto a spartire l'amore di Bella con nessun altro, neanche MIO figlio.

-Edwaaaaaaaaaaaaard!!!!-

Il tempo di voltarsi nella mia direzione e le sue braccia scivolando la fecero cadere di schiena sul materasso. 
Un attimo, chiamiamola voglia irrefrenabile, ma mi trovai con un balzo su di lei.

-Tu sei mia. Io non ti divido con nessuno!-

E mi presi quelle morbide labbra, segnandole con i denti per possesso e succhiandole per la voglia travolgente di lei.

-Edward sono tua, che vai farneticando?-

La baciai, non le risposi.

La presi come forse non mi era mai capitato, dando ascolto al solo istinto, la spogliai rischiando di strapparle gli abiti.
Le mutande non si salvarono, erano a brandelli nella mia mano, mentre spingevo su di lei il mio bacino per permetterle di sentirmi e di bagnarsi in pochi istanti. 

Pulsavo per lei e, come un animale, la feci mia, la presi, senza alcuna replica o senza che obiettasse. Era mia, e me la feci. 

Mi spinsi in lei, non fui delicato, non mi importava. Lei era mia ed era solo lei che doveva essere nella mia vita.

Più spingevo e più in me sentivo nascere la cattiveria dovuta alla paura. Un gesto ignobile ma in quel momento non mi feci troppi problemi.

Era mia.

Era.


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Avete mai avuto l'idea di essere al di sopra di tutto e tutti ed osservare anche voi stesso nel quotidiano? 

Questo è quanto provai nel momento in cui mi accasciai a terra. Le onde che carezzavano il mio corpo inerme, mentre dalla ferita usciva copiosamente del sangue.

Il freddo però lo percepivo. Il mio corpo abbandonato sulla riva aveva freddo, e, man mano che il tempo passava, diveniva sempre più bianco. Ma non mi sentivo solo. All'improvviso udii una dolce voce sussurrarmi una melodia alle orecchie… 

Parole che, nel mio cuore fermo, fecero subito breccia. Il tempo era la mia risposta ad ogni dubbio. Ad ogni suo fremito avrei risposto col tempo e l'amore che giorno per giorno cresceva in me. Ma perché ricevere ora queste risposte quando il mio corpo e la mia anima avevano preso strade diverse?

Perché solo ora?

Era dunque questo l'inferno?

La coscienza di ciò avrebbe potuto essere una volta che avevo perso tutto?

Beh… me lo meritavo. Ero all'inferno e me lo meritavo in pieno.

Quando realizzai che accanto al mio corpo c'era anche quello di Bella cominciai ad agitarmi, sentivo come la sensazione del vuoto allo stomaco ed il tremolio alle gambe. 

Era li accanto a me, piangendo per il mio stato catatonico. 

Ed io ancora una volta ero la causa dei suoi pensieri e dolori.


Signore ti prego, fammi tornare da lei, non posso vederla così. Sono pronto a tutto ma non posso vederla soffrire. Il suo viso è fatto per sorridere e gioire, non per piangere.

Accorato e disperato mi aggrappai alla speranza di poterla riabbracciare ancora una volta ma sentii trascinarmi via come in un vortice e fu tutto buio. 

Sarai per sempre mia Bella.

E con questo pensiero lasciai che il mio cuore seguisse il suo destino.

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Il profumo che invadeva le mie narici era familiare. Una dolce essenza floreale e speziata che mi ricordava tanto lei. Il suo carattere dolce ma deciso, mixato a note fruttate ed ambrate davano un tocco di esoticità proprio come era la mia Bella. Sensuale e gatta, ma capace di arrossire per un complimento in più. 

Era come veleno per il mio cuore, del quale a poco a poco ne avevo assunto piccole dosi non letali, ed ora che il mio cuore batteva molto lentamente, ne era divenuto l'antidoto. 

La mia pantera, ancora una volta, lottava per entrambi, e io potevo percepirla. Si, ero decisamente in paradiso, perché solo il mio angelo profumava così. 

E se poco fa mi trovavo all'inferno lontano dalla consapevolezza di lei, ora mi sentivo in paradiso tra le sue braccia. 


Non c'era più il freddo e nemmeno l'acre odore del sangue, c'era lei. 


Ma nonostante questa mia consapevolezza la paura della verità di averla persa mi faceva rimanere ad occhi chiusi. Avrei voluto aprirli spalancandoli e guardare le iridi color cioccolato della mia Bella, avrei voluto dirle che ero qui ma la mia bocca e le mie palpebre non davano segno di vita.

Mentre cercavo di capire tutte nuove sensazioni una serie di voci ovattate aleggiavano intorno a me.

Voci concitate e rotte, nulla di comprensibile alle mie orecchie. Come se fossi chiuso in una stanza blindata e aldilà della porta stessero urlando. Non capivo cosa non andasse, ero tornato in me, stavo bene, sentivo il profumo della mia donna, ma non riuscivo ad aprire gli occhi. 

Una strana situazione.

sabato 1 settembre 2012

Sogni...


Eravamo tutti seduti e Jasper stava mostrandoci le carte dell'edificio ed i vari sistemi d'allarme.

Osservavo i vari volti ed ero impressionata dalla concentrazione ed attenzione ai più piccoli dettagli.

-...Vedi Ed, qua sono state installate telecamere a circuito chiuso, ma rispetto alle solite sono collegate wireless ad un Host che segnala alla vigilanza eventuali buchi o loop riconosciuti…-

Provai ad immaginare il tipo di arnesi o oggetti che stava elencando Jasper.

-… devo configurare un nuovo indirizzo IP per poi eliminare il palmare dal quale elaborerò tutto. Ma questo devo farlo sul posto, rilevano intrusioni e riconoscono eventuali IP esterni. Per cui devo collegarmi solo una volta per poi eliminare le prove ed i mezzi usati…-

Ma guardando Edward notai la sua attenzione. Doveva saperne quanto lui.


-… all'interno troverete i soliti infrarossi ma agilmente raggirabili. Sono a sensore crepuscolare per cui attraverso l'uso di lampade portatili a basso cono di luce, le ragazze li punteranno dal pavimento verso i led, in questo modo i led si spegneranno senza dare l'allarme. Andranno posate e lasciate li. Le acquisterò su internet ed al solito indirizzo fasullo…-

Quanta attenzione ai dettagli, perdevano serate intere ad analizzare capire e studiare ogni particolare.

-...L'ospizio ha un magazzino immenso!! E pochi controlli tra ciò che entra ed esce…-

Un giorno mi farò spiegare come fa a fare tutto Jasper.

-...dovranno indossare guanti, magari quelli sottili in lattice così da avere comunque sensibilità…-

I guanti di lattice?!?! Va beh...

Per me era quasi del tutto arabo, io fino a poco tempo fa mi intrufolavo nei market e svaligiavo, vivevo lavorando alla giornata, avevo imparato a raggirare la gente che usciva dalla banca o dall'ufficio postale, ma mai nulla di così grande ed organizzato.

-...Bella tu devi solamente organizzarti con Rose, ti spiegherà tutto lei, il vostro percorso e tutto ciò che dovete preparare da portare con voi…-

La mia faccia perplessa doveva aver fatto sorridere tutti perché mi ritrovai al centro di risate e sbuffi.

Ma questa era la batteria. Una cosa sola e un'anima unica, se uno di noi stava male ne subivano il contagio tutti. Era come un'unica entità che si muoveva all'unisono.

….


La spiaggia era fantastica al crepuscolo. I colori cupi e le luci delle stelle evocano fuochi fatui. Piccole fiammelle a largo oceano, che movimentavano acqua e panorama.

Edward passeggiava sul bagnasciuga nella mia direzione. Un'ombra, anche se ben definita, scura e cupa a causa del tramonto.


La sua falcata decisa ma un po’ più lenta e provata dalle fatiche della convalescenza, comunque, sempre unica. Osservavo il mio re in gabbia, un felino rinchiuso. L'unica differenza ad oggi rispetto ai primi tempi della nostra storia è che oggi era felice di vivere in questa gabbia. Avevamo passato gli ultimi tempi a recuperare giorni e ansia dal rischio dell'ultimo colpo. E stavamo vivendoci come mai era successo prima.

-Pensi?-

Si era seduto accanto a me. Stringendomi e abbracciandomi forte, era di nuovo come essere a casa. Con lui accanto lo era sempre stato, ma in questi giorni, su questa spiaggia, lo era ancora di più.

-Un po’-

-A cosa?-

-A noi…-

-E cosa devi pensare?-

-Che sono a casa-

-Se sei a casa allora in che stanza siamo?-

-Scemo…-

-Gioca con me…-

-Sul divano mio amore…-

-Beato divano…-

-Beato perché?-

-Perché regge te!!-

-E tu?-

-Io non ti reggo, io ti stendo-

E fu su di me. L'acqua del mare coccolava i nostri piedi, le mani di Edward coccolavano il mio corpo, i miei occhi vezzeggiavano questo mio dio greco.

-Ti amo mia dolce ladruncola-

Avrei voluto dirgli qualcosa ma decisi che la mia lingua andava utilizzata in altro modo.

Lo divorai in un bacio passionale e lui si lasciò amare in modo primitivo. Ci svestimmo a vicenda senza pudore, nudi l'una sotto l'altro, controllai solo con le mani che la benda fosse salda, avevo usato un lenzuolo di lino per coprire la fasciatura in modo che potesse ripararsi dalla sabbia, e la scusa della bendatura mi permetteva di tastare i suoi solidi pettorali e addominali. Sentii le sue labbra serrarsi al mio tocco.

-Fa male?-

-Non tanto… Non distrarmi ora che sto compiendo il mio dovere di uomo…-

Sorrisi di questa sua superbia e mi lasciai amare.


______


La mattina, dopo la medicazione, dovevo assicurarmi che Edward seguisse tutte le indicazioni di Jasper, calmanti, antibiotici e una piccola iniezione per la circolazione. E li usciva il lato pauroso del mio re. Alla vista di un ago tremava come una foglia. Davanti al pericolo era una bestia spavalda, ma quando un misero ago doveva trafiggerlo cominciava a tremare come un gattino indifeso. Mi faceva sorridere, mi regalava mattine movimentate, soprattutto ora che poteva camminare e muoversi. Lo rincorrevo intorno al tavolo di cucina, ma fortunatamente era debole e dopo poco cedeva.

-Un bacio mentre mi buchi-

-Smettila o ti farò male-

-Una palpatina-

-Smettila Edward!!!-

-Mi devi un premio-

-Ti devo una sberla, finiscila di scappare, fifone-

Era la parola magica. Quando lo chiamavo fifone il suo ego ferito reagiva e allora lasciava che gli facessi l'iniezione.

-Però poi ti pungo io…-

Mi allontanai da lui per buttare la siringa usata.

-Scemo…-

Stava rivestendosi ma mi guardava con occhi affamati.

-Vieni qui infermierina…-

Mi abbracciò da dietro facendomi saggiare la sua voglia già piena.

-Fermo Edward devo sistemare le medicine…-

Baciandomi sul collo donandomi mille brividi.

-Uffa… Se faccio i capricci?-

Mi faceva morire dal ridere quando non riusciva ad avere ciò che voleva.

-Puoi farli quanto ti pare, ma questa mattina ho da fare-

Si allontanò dal mio corpo.

-Ah si??? Che cosa di grazia?-

Aria di sfida nel suo sguardo.

-Uhm…. Cercare di comunicare con Jasper per provviste e medicine… per esempio…-

I suoi occhi fissi al cielo.

-Bastano cinque minuti…-

Le sue braccia ad incrociarsi sul suo petto.

-...Devo pulire casa…-

Un passo verso la mia figura.

-...Altri dieci…-

Il suo sorriso sghembo accompagnava un altro passo.

-...Preparare il pranzo…-

Le sue mani sulle mie spalle.

-...Non ho fame…-

Naso contro naso.

-...Devi reggerti in piedi e sei debilitato…-

La sua lingua a leccarsi i baffi imitando un predatore di fronte alla sua preda.

-...Allora mangio te…-

Mi divincolai dalla sua morsa e mi allontanai dal mio predatore.

-...Scemo…-

Lui spalancò le sue braccia verso di me.

-...Vieni tra le mie braccia donna!!!-

Vinceva lui, vinceva sempre lui!!!

-Sei impossibile Mr. Cullen, sei insaziabile, ma siccome sei capriccioso fila a letto, mi preparo e vengo da te…-

Come un cagnolino scodinzolante, saltellando (poco a dire il vero) sparì verso la camera da letto.

Riposi le siringhe ed i medicinali nella scatola e la portai in bagno, mi rinfrescai, guardai le mie gambe, magari una passata di rasoio non avrebbe guastato, a quel punto una doccia veloce e una passata di profumo, ma si…

Ero pronta per il mio uomo.

Tornai in camera facendo piccoli passi verso il letto lasciai cadere ai miei piedi l'asciugamano che avevo attorno al corpo. Quando alzai la testa cercando Edward lo trovai addormentato sdraiato su di un fianco.


Era assolutamente perfetto e sereno, come non lo vedevo da giorni.

Tornare a giocare, scherzare e ad amarci nel nostro modo speciale, lo stava rinnovando.

Mi misi una vestaglia di lino e poi mi stesi accanto a lui.

-Mio dolce cucciolo, ci sono io qui con te, dormi e riposa. Non ci separeremo mai più. È stato atroce anche per me, sai? Ma sono fiera di te e della tua guarigione. E sono contenta del nostro isolotto sperduto. Io e te soli. Io e te felici-

E mi addormentai accanto a lui.

Sognai. Fu uno di quei sogni così belli da sperare che prima o poi si avverino.

_________________


"La spiaggia segnata da piccole luminarie. Io reggevo un piccolo bouquet. Accanto a me una piccola creatura. Vestito da ometto. Giacca cravattino e pantaloni con la riga di raso. Mi guardava sorridendomi. La cosa che mi colpì erano i suoi occhi. Nella forma e nel colore di quelli di Edward. Mi allungò la manina e mi fece segno di seguirlo. Nessuno intorno a noi. Poi la sua vocina.

-Mamma colli, papà ci alpetta…-

Rimasi a bocca aperta e lo seguii, il tragitto terminò davanti ad un piccolo patio, arricchito di splendide orchidee bianche e rosa e sotto, accanto ad un altare improvvisato, c'era lui ad aspettarmi. Edward, lo stesso modello di abito che indossava nostro figlio. Bello come il sole.

-Papà hai vitto com'è bella la mamma? Te l'ho pottata di colsa…-

Edward gli stropicciò i capelli carezzandolo sulla testa.

-Bravo ometto-

-Papà devo fale ancola il blavo?-

-Si ometto ancora per un pochino, dico a mamma che l'amo e poi andiamo a casa… Ok?-

-Ok… Blavo ometto ancoa pel un pochino. Uff-"

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Io, Edward ed un piccolo tutto nostro.

Quando mi svegliai gli occhi verdi di Edward mi fissavano.

-Ri-buongiorno mia regina-

-Ri-buongiorno mio re-

-Avevamo un discorso a metà?-

-Si, amore mio ma poi ti sei assopito e io ti ho seguita…-

-Dove mi hai seguita?-

-Nel sonno, amore mio e ho fatto un sogno bellissimo…-

-Ah si? Ero io il protagonista?-

-No mi spiace, al posto tuo c'era un piccolo te, ma molto più bello, anche se ti assomigliava nel carattere…-

-Un piccolo me??? Nessuno deve prendere il mio posto!!!-

-Neanche un figlio nostro?-

-No, io faccio solo bambine…-

-Ah! Ecco… Allora direi che si può cominciare…-

E mi trovai addosso il mio egoista ma tanto dolce “maritino”. E facemmo l'amore, ma questa volta con un po’ più di voglia, un po’ più di desiderio, che andava oltre quello fisico.

lunedì 30 luglio 2012

Incubi


Ce l'ho fattaaaaaaaaaaaaa!!!! Scusate l'attesa....
Se vi va di commentare con un gruppo di matte ci trovate qua!!!




- Capitolo 5 -


Gli occhi forti di Rose mi guidavano verso l'uscita d'emergenza. Mi aveva fatto strada verso la finestra lasciata aperta all'andata. Solo in quel momento mi resi conto delle parole di Edward.


-In squadra non c'è spazio per solisti, si lavora insieme, all'unisono-

Quel pomeriggio l'allarme della Banca scattò e Rose, con la sua mano sulla mia spalla, mi dava segnale di lasciar perdere tutto e scappare. Il percorso era preciso. All'andata avremmo dovuto aprire varchi e sbocchi in caso di emergenza e mi resi conto della minuzia di questi particolari proprio allora, mentre dalla finestra del bagno scappavo con la mia compagnia di acrobazie. Il rumore delle ruote stridenti che bruciavano l'asfalto; il furgone guidato da Jasper con lo sportello aperto ed io potei respirare. Un braccio di Rose ad afferrarmi e gettarmi dentro il mezzo in corsa, dal retro dello stesso le forti braccia di Emmett ad afferrare il tonico corpo della sua compagna. Gesti che agli occhi comuni potevano sembrare numeri da funamboli, in realtà si trattava di ore di esercizio e sfinimento. Tutto a garanzia della salvezza della squadra.

Quando cominciai a regolarizzare il mio respiro mi resi conto di essere stretta in una morsa ferrea, le braccia di Edward mi tenevano stesa a terra.

-Non mi abituerò mai al fatto che il nostro lavoro possa mettere a repentaglio la mia vita a due con te-

-Edward… Facciamo lo stesso lavoro, la tua paura è la mia! E ora lasciami sei ridicolo-

Non so se fu l'adrenalina a farmi scivolare via da lui o se realmente il pensiero di perderlo mi stava perforando il cuore, sta di fatto che mi allontanai a malo modo da lui e mi andai a sedere accanto a Rose.

-La paura è immobilizzante Bella, tu hai reagito-

-Ma abbiamo fallito-

-Siamo tutti qua e nessuno è ferito, in cosa abbiamo fallito?-

-Eravamo ad un passo dalla cassaforte e ho sbagliato a muovermi-

-Purtroppo capita di fare passi falsi e forse non sarà l'ultimo, oppure sarò io la prossima a muovermi in modo frettoloso, ma non per questo falliamo. Non riesce un colpo? Andrà meglio il prossimo-

-Sei molto positiva Rose…-

Sospirai quella frase voltandomi verso il retro del furgone e osservare Edward chino con i gomiti sulle sue ginocchia e le mani sulle sue tempie a massaggiarsele.

-L'amore porta un uomo all'esasperazione di se stesso. Va da lui, rassicuralo. Non è abituato a questo genere di emozioni-

Rose come sempre aveva la capacità di leggere nelle menti altrui e trovare le parole giuste. Sempre.

Mi alzai, e mi accovacciai di fronte a lui.


-Scusami Edward, non volevo essere rude, ma ero sconvolta anzi, lo sono tutt'ora e ho bisogno di te per farmi passare la paura-

Non aggiunse nulla, mi abbracciò forte come poco prima ed attendemmo di rientrare a casa mentre Jasper correva nella notte come un pazzo portandoci tutti e cinque in sicurezza.




Quella notte nel letto si girava di continuo e blaterava parole incomprensibili. Lo svegliai.

-Piccolo calmati…-

-Bella…-

Dormiva ancora, gli occhi chiusi e si muoveva tormentato cercando di afferrarmi.

-Edward sono qui, apri gli occhi, guardami-

Due lampi verdi, cupi.

-Sono qui Edward, mi vedi?-

-Ho avuto incubi continui-

-Ma sono solo incubi-

-No, tu hai chiuso con la squadra-

-Edward stai delirando. Tu ora ti calmi, ti preparo una tazza di latte caldo e torni a dormire-

-No Bella, mi è tutto chiaro. Ho paura di non poterti proteggere quindi da oggi sei fuori dalla squadra-

Impallidita dalle sue parole rimasi sul letto seduta e cercai di attendere che la mia rabbia cessasse per riprendere il filo del discorso.

Lui si rimise a letto. Era una maschera contorta dal dolore.

-Ti sto punendo Bella, ma in questo modo non sarò io a rimanere senza di te, non posso permettermelo, non ora che ti ho trovata, non ora che sono completo con te accanto-

-Tu decidi e io obbedisco?-

-Io lavoro per tutti e due-

-Tu decidi per tutti e due-

-Non posso perdere l'amore della mia vita-

-Non mi terrai chiusa in una gabbia di cristallo-

La sua rabbia visibilmente aumentava dando colore al suo viso.

-Forse non hai capito; tu non rischierai più la tua vita ed io, così, non rischierò di fare mosse false per paura di perderti-

-Edward…-

-Ho deciso-

-Non mi lasci via d'uscita, mi metti alle strette. Mi tratti come una bambola, mi chiedi di andare contro natura e lo declami in nome del tuo amore. Non puoi. Non puoi farmi questo!!-

-L'ho appena fatto-

-Edward non voglio farlo ma se non mi lasci seguirti nel lavoro, lavorerò per conto mio-

I pugni chiusi, i muscoli tesi e il suo volto chiuso e gli occhi stretti a fessura.

-Non insistere Bella-

Fermo.

Un leone pronto allo scatto in fase di ringhio come ad avvisarmi il suo imminente attacco. Ma essendo la compagna del leone non potevo di certo fare la parte dell'agnellino, ma una fiera leonessa degna del titolo di regina al fianco del suo funesto re.

-Edward posso capirti ma, con te o senza di te, continuerò questa mia vita, non so fare altro, non posso fare altro!-

Il panico nei suoi occhi, come se stesse vivendo il peggiore dei suoi incubi.

-Ascoltami Edward- Cercai di ragionare anche per lui… -Tu sei bravo, sei freddo e puoi guidarmi, insegnarmi, darmi fiducia. Con te mi sento al sicuro, da sola rischierei troppo, per cui ascoltami un attimo e cerca di comprendere le mie parole: Rose mi sta allenando, Jasper sta cercando in ogni modo di farmi approcciare alla tecnologia, Emmett mi sta dando lezioni di guida; non è facile per me, ma se so di avere la tua fiducia posso farcela. Da sola sono una semplice ladruncola, nella batteria sono una pedina fondamentale…-

-Tu sei la mia regina Bella, io sono un Re che ha subito lo scacco senza la sua Regina, se ti perdessi sarebbe la fine per me!-

Quasi urlato, ma tremulo negli occhi. Il mio amore per lui è nulla a confronto del suo, della sua paura di non essere più completo; questa mia scoperta mi stava dilaniando l'anima, ma non potevo che abbassare il capo e rassegnarmi alle sue richieste.

-Edward, proviamoci un'altra volta, ti prego. Un piccolo compromesso tra di noi-

-Compromesso?-

-Si Ed, un'ultima prova poi mi farò da parte…-

-Giurami che se non è cosa ti metterai in disparte.-

-Non si giura mio Re, ma posso darti la mia parola che davanti all'ennesimo rischio mi fermerò-

Le sue braccia aperte a chiamarmi nel suo mondo. Felice ed innamorata del mio uomo scattai su di lui stringendolo a mia volta in quella splendida morsa delle sue braccia.

-Ti amo Edward-

-Ti amo folle donna-

E le sue labbra distese nel sorriso più bello del mondo erano ciò che mi serviva di più e mi mancava quando litigavamo.

….


Dormiva placido. Tutto ciò che potevo fare era stare li accanto a lui in quel letto e guardarlo fino a consumarlo. Era il mio uomo. Aveva superato una sparatoria ed era tornato a me. Non potevo lasciarlo andare via o rischiare di perderlo ancora.

Dormivano spesso abbracciati soprattutto da quando abitavamo su quest'isola. Qualsiasi occhio esterno ci avrebbe visto possesso, io ci vedevo solo il nostro amore spaventato dal nostro stesso mestiere. Avevamo già deciso di fermarci ma quell'ultimo colpo ci aveva dato la conferma che non potevamo più sfidare la sorte.

Fin troppe volte ci era capitato di tremare per paura di non rivederci dopo un colpo. Ricordo quando Edward mi disse che ero pronta per il mio primo colpo con l'intera batteria.

"Uscimmo dalla palestra con Rose ed Edward sorridendomi in modo alquanto teso mi disse:

-Allora Bella, Rose mi ha detto che siete arrivate ad essere sincronizzate nei movimenti per cui è arrivato il momento di entrare in azione-

-Edward, Bella è molto agile e sarà la mia ombra te lo posso assicurare-

-Si, si Rose, chiaramente proveremo le vostre mosse in palestra prima di avere l'ok di tutti quanti-

-Mi state facendo sostenere un esame???-

-Si Bella, siamo una squadra e tutta la squadra deve essere d'accordo-

-Spero di esserne all'altezza-

-Lo sarai Bella, sei agile e flessibile, cerca di stare tranquilla-

-Dici bene Rose, stare tranquilla!!!-

Il giorno seguente fu preparato una specie di percorso ad ostacoli, tutto doppio. Io e Rose fianco a fianco.

-Calmati. Stai solo per fare ciò che da settimane facciamo-

-Ok-

-Inspira e espira e quando sarai pronta partiamo-

Emmett, Jasper ed Edward appoggiati alla parete ad attendere di vedermi saltare e correre al fianco della mia preparatrice.

-Rose, ci sono-

-Tre, due, uno. Go Bella-

In quel momento partimmo, lo sguardo verso gli ostacoli ed ogni tanto una sbirciata con la coda dell'occhio a Rose. Avanzavamo all'unisono.

Avevamo ricreato l'altezza dei bureau con le cavalline e salti dalle finestre con cerchi appesi.

Facemmo il percorso rimanendo sempre a fianco l'una all'altra e anche in velocità. Era tutto la velocità. Dovevamo poter scappare in pochi minuti in caso di allarmi o intoppi.

-Bella, molto bene-

Intervenne Jasper.

-Ottimo lavoro Rose-

Disse Edward.

-Stasera tutti a casa mia per definire il piano e le varie mansioni-

Edward mi prese sotto braccio e andammo a casa a piedi tenendomi stretta per tutto il tragitto.

-Ti senti pronta?-

-Certo, perché me lo chiedi?-

-Devi essere la prima ad esserne convinta tutto qua, puoi sempre fare la mogliettina del capo che aspetta a casa-

E con il suo sorriso beffardo mi prese in braccio cercando di far passare inosservata la sua battuta da pessimo "sessista".

Quella battuta di allora, ancora oggi mi porta il sorriso sulle labbra.

-Ridi di me, amore mio?-

-Da cosa lo capisci, bello addormentato?-

-Dai tuoi occhi. Quando pensi a noi due i tuoi occhi si intensificano nel colore-

-Ma che bravo osservatore sei!!!-

-Solo perché spero di essere io l'innesto a quella luce nei tuoi occhi-

E dopo essermi squagliata alle sue parole decisi di appropriarmi delle mie labbra preferite, facendolo mugolare di piacere. 






Angoletto DISGRAZIATA (IO!!)


Grazie grazie e ancora grazie!!!
Mi state dando fiducia e e questo vale tanto per me...
Con Affetto al prossimo aggiornamento!!! Paola!!!!