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Quella sera c'era una riunione di gruppo a casa di
Edward. Io stavo da lui ormai da qualche tempo e quella sarebbe stata la mia
prima riunione di batteria. Arrivarono tutti in orario, precisi come orologi
svizzeri. Edward li fece accomodare in salotto, Jasper con Rose ed Emmett sul
divano, Edward si sedette sulla poltrona accanto e pretese mi accomodassi
accanto a lui sul bracciolo.
-Jasper raccontaci tutto- esordì Edward iniziando
così la riunione.
-Allora, ho studiato tutto Edward, è da tempo che a
turno io ed Emmett sorvegliamo i cambi turno e quanti addetti ci lavorano. La
situazione è abbastanza semplice. Utilizzano mezzi di sicurezza base,
telecamere a circuito chiuso, facilmente ingannabili con loop da me già
registrati, sensori vocali, alterabili e comunque con i nostri MP3 possono
essere bypassati, e poi il classico raggio a infrarosso destinato alla nostra
abile Rose. L'unica cosa da definire è il compito di Bella; bisogna capire a
che punto di preparazione sia-
-Per ora lei ne è fuori, non potrà essere pronta
prima di qualche mese-
-Edward, non mi hai mai vista all'opera-
-Per lavorare in squadra ci vuole allenamento Bella-
Mi guardò come a trafiggere la mia bocca per
impedirmi di parlare oltre.
-Edward comunque avrei pensato ad una cosa: due
alternative. Se agiamo di giorno ci sarà bisogno anche di Bella, Emmett
potrebbe darle lezioni di guida e farà da palo.-
-Scordatelo-
-Ok capo, era un'idea-
-Parlami dei turni di guardia-
-Dunque, considera che di giorno abbiamo tre turni
quindi tre cambi di guardia, ogni cambio dura un'ora, tra cambi di codici,
esplorazioni e controlli vari. Ogni turno dura sei ore, per cui il tempo di
azione si riduce a quattro ore, tra un cambio e l'altro. Abbiamo però un
problema grande al quale sto lavorando: sono riuscito a crackare la loro rete
ed ho osservato con attenzione cosa succede durante il cambio dei codici-
-Per il nostro Jasper abbiamo finalmente una sfida
degna delle sue capacità-
-Nulla è impossibile, ma questi sistemi sono studiati
apposta. Un qualsiasi codice può essere crackato per un hacker esperto, ciò che
varia da codice a codice è il tempo che serve a cifrarlo e questo sistema di
sicurezza è studiato nei minimi particolari. Come dicevo prima, le guardie in
uscita dal turno ricevono via Sms un codice a quattro cifre, chiaramente
criptate, altre quattro cifre vengono assegnate alla guardia entrante-
-Otto cifre ti atterrano??-
Il vocione di Emmett mi ridestò dalle parole di
Jasper.
-Emmett ci sono quattro guardie per turno. Le cifre
da criptare e poi crackare diventano quaranta. Da quando ho i codici abbiamo
poco più di tre ore per svolgere il tutto. Rose con il Direttore nel caveau.
Emmett e Edward nella sala d'attesa a tenere d'occhio le due guardie interne,
io tratterrò quelle esterne con la solita scusa del Bancomat fuori uso-
-Troppo pericoloso, non mi piace, non c'è copertura
di nulla per qualsiasi intoppo-
-Ok capo, ecco invece la versione notturna del piano.
Dunque: al secondo piano del palazzo ci sono delle uscite di sicurezza
abbastanza nascoste e facilmente accessibili per Rose. Le guardie notturne sono
sempre quattro. Due all'interno, in questo caso tu Edward dovresti affiancare
Rose mentre io ed Emmett sistemiamo quelle all'esterno. Rose con la nuova
attrezzatura può calarsi al piano sottostante, sia con le scale oppure
attraverso i condotti di aerazione, ma dato il poco tempo e la tua compagnia
preferirei optare per le scale. Le due guardie interne viaggiano all'interno
del piano terra equidistanti. Stesa la prima, nell'mp3 avrete frasi dette da
ognuna delle guardie, in modo che se l'altra guardia si accorge di qualcosa,
tramite ricetrasmittente potrete rispondere, avrete però solo trenta minuti
prima che l'altra guardia raggiunga la postazione del collega e accorgersi
dell'infrazione. In quella mezz'ora Rose devi bypassare il PIR e con il
trasmutatore di voce potrai inserire il codice a 40 cifre-
-PIR?-
Chiesi quasi imbarazzata trovandomi quattro paia di
occhi addosso.
-Il PIR, Bella, è una tecnologia di rilevazione
passiva. Il rilevatore non emette alcuna radiazione IR. Le fonti delle
radiazioni IR sono il corpo umano e tutti gli oggetti nel campo visivo del
rilevatore che emettono radiazioni termiche. L’energia termica raggiunge il
sensore PIR a mezzo delle ottiche, come le lenti o gli specchi, che sono
strutturate in segmenti. Un sensore PIR è costituito tipicamente da due
elementi Infra Rossi, che convertono l’energia IR in voltaggio. Ogni segmento
nell’ottica, con due doppi elementi sensibili nel sensore, crea due campi di
vista che ricevono le radiazioni IR. Il campo di vista del rilevatore è
determinato dal disegno e dalla somma dei segmenti nell’ottica. Cosa che ormai
per Rose è una passeggiata…-
Risero della battuta di Jasper e ignorando la mia
reazione di stupore proseguirono nel dibattito della strategia di azione.
-Poi ti spiego Bella, tranquilla-
Mi suggerì Edward.
-Bene. Una volta dentro e preso il bottino, dovrete
fare la stessa strada fatta all'ingresso. Meglio percorrere percorsi sicuri,
l'unico intoppo può essere la guardia rimasta attiva, ma in due non dovreste
avere problemi. Una volta fuori abbiamo un vantaggio rispetto al cambio di
guardia di un paio d'ore. E in quel tempo avremmo già demolito l'auto, bruciato
gli indumenti e fatto un rapido cambio di stile. Alice ci attenderà a casa sua
per tinte, abiti e documenti nuovi-
-Uhm… La fai troppo facile Jasper-
-Capo, non sarà facile, dovremmo solo essere pronti
ad ogni evenienza-
-Non lo siamo ancora, per cui attendiamo che i tempi
maturino per procedere-
La riunione si concluse poco dopo. Gli sguardi cupi
dei ragazzi erano chiari segni di disappunto, ma alla parola del capo nessuno
era in grado di controbattere.
-Perché non mi dai fiducia Edward?-
-Bella hai mai lavorato in squadra?-
-No-
-Bene, sai che un errore tuo o di chiunque altro
componente della squadra, porta al fallimento della missione…-
Abbassai lo sguardo.
-Guardami Bella, non intendo la non riuscita del
piano ma il probabile arresto di uno o anche di tutta la squadra, noi lavoriamo
assieme da tempo. Tu ora osservaci e poi un domani ne farai parte-
-Chi è Alice?-
-Una complice, presto la conoscerai-
_______________________________
Lo
osservavo dormire. Non c'era cosa più bella di quel corpo rilassato e disteso
da ammirare. Ma non riuscivo mai a fermarmi solo a guardarlo. Le mie mani
prendevano vita, cercavano la sua pelle diventata così chiara in quei lunghi
giorni di esilio forzato. Jasper con l'aiuto della sua compagnia avevano fatto
un ottimo lavoro. La ferita ora era ben visibile ma mi aveva assicurato Jasper
stesso che col tempo sarebbe rimasto solo un piccolo segno. Non perché fosse
uno sfregio ma quell'avventura dovevamo dimenticarla entrambi.
Uscii
dalla camera per fumarmi una sigaretta, quando tornai in casa lo trovai sul
divano che armeggiava con il satellitare. Forse inviava notizie e parametri a
Jasper.
-Con
quale delle 24 amanti parli?-
-Dunque…
la numero 22, la 18 e la 9…-
Un
sorriso sorgnione lampeggiò su quel viso splendido.
-Uff…
Avevo un bacino ma lo tengo per me-
-Nu lo
voglio…-
-Con chi
parli ora? Occhio alla risposta…-
-Solo
con te…-
Mani
giunte e occhi da pesce lesso.
-Edward,
piccolo suggerimento… Quando ti rivolgi a me devi farmi sentire la sola,
l'unica, l'inimitabile…-
-Ovvio,
la mia numero uno.-
-Seeee
ovvio… Sei un lazzarone…-
Mi
avvicinai al divano, lui gettò il telefono e si fece abbracciare, rimase
seduto, non aveva ancora recuperato tutte le forze, ogni cosa poteva stancarlo,
quindi lo coccolai rimanendo in piedi accanto a lui.
-Decisamente
ovvio, sei la mia abbracciona-
-Era
tanto che non ti avevo solo per me... E ora ti riempio... ma se non ti piace
smetto.-
-Perche
ti poni la domanda "se non ti piace smetto"?
-Shhh!!!
Impegnamo la bocca in altro modo…-
Lo
baciai, me lo presi di forza, lui, la sua bocca, la sua lingua.
-Verrà
il giorno in cui ti stancherai di me amore mio.-
-Sei il
mio polpo… Da te non potrei mai staccarmi, e mai mi stancherei. Non scordarlo.-
-E tu
mano lesta non sei il mio polpo?-
-Ovvio
che si…-
-Sentivo
un paio di mani aggrapparsi in giro-
-Esatto,
ero io.-
Ridemmo
nell'immaginare noi due polpi avvinghiati l'uno all'altra.
Mi
staccai da lui per preparare il pranzo, lui sempre sul divano ascoltando
musica, canticchiava versi e parole senza accorgersi di essere ascoltato.
"Detto tra noi, sono solo un brigante, non un
re,
sono uno che vende sogni alla gente,
fa promesse che mai potrà... mantenere.
Favole sì, ne ho contate ma tante, tante sai.
Detto tra noi, io non sono un gigante,
draghi non ne ho ammazzati mai…"
-Tu sei
il mio gigante.-
Ma non
ricevetti risposta, era preso dal suo ascolto di musica.
-Vediamo
se ti scrollo dalle altre…-
Mi
spogliai rimanendo con indosso un bikini semplice ma ben poco coprente.
-Ci sei
riuscita-
Disse
alzando gli occhi e spalancando la bocca.
Ma un
attimo dopo tornò al cellulare.
-Uhm…-
Mi
accomodai sul divano e cominciai a rivestirmi.
-Che
stai facendo micia?-
-Mi
rivesto... Sei a scoppio ritardato oggi.-
-Naaaaaa….
ci sono amour…-
Mi prese
e mi stese con lui sopra nel divano.
-Solo
mio?-
-Si-
Lo vidi
alzarsi.
-Dove te
ne vai??? Ho freddo e tu ti alzi dal divano???
Era in
piedi difronte a me. Le sue mani a stropicciare la sua folta chioma.
-Ti sto
ammirando-
Non
capivo il perché ma era in difficoltà, cominciai a farlo parlare.
-Racconta
che vedi.... al di là del mio corpo imperfetto…-
-Il tuo
seno appetitoso, il tuo sederino che canta.-
Una sua
mano scese ad accarezzare il mio busto, esattamente dal gluteo al seno.
-Ti
piace toccare il mio corpo?-
-Si,
soprattutto le tue colline, baciarle…-
E così
fece.
Cercai
di mantenere il controllo della voce ma fu dura.
-Sai
sono a dieta, rischiano di calare un po’.-
-Le
tirerò su io-
-le tue
mani sono calde-
-Ti
piacciono?-
-Mi
piacciono le tue mani-
-E se
aggiungo la mia lingua al tuo collo?-
-Trema
tutto il mio corpo-
-Poi le
mie mani ti scendono giù per il tuo sederino bello sodo e prendendoti in
braccio…-
-Mi
reggi?-
-Ovvio,
basta prendere le tue gambe, metterle attorno alla mia vita, e…-
-Oddio
Edward ti sento…-
Un
sospiro la mia voce.
-Cosa
senti?-
-Ti
sento addosso. Sento la tua pelle profumata. Sento la tua voglia. Sento il tuo
cuore accelerato. E soprattutto sento le nostre lingue intrecciate. Non si
vogliono staccare.-
-No mai,
due calamite…-
-Passerei
le ore a baciarti Edward, tanto da rendere quelle tue belle labbra gonfie e
livide. Così le altre 24 capirebbero di non avvicinarsi a te. Sei occupato a
vita.-
-Esagerata
ho già abbastanza segni sul corpo.-
-Si ma
non il mio marchio. Edward di chi sei?-
-Assolutamente
tuo.-
-Quindi
posso marchiarti. Lasciarti i miei segni sulla pelle, i graffi della tua
micia.-
-Micia
tra poco dovrebbe chiamare Jasper.-
-Ecco,
questi sono i momenti in cui ti rapirei... Saresti mio prigioniero, neanche su
di un'isola deserta abbiamo pace.-
-Dopo la
chiamata sarò tuo schiavo.-
Grazie grazie e ancora GRAZIE!!!!
Con affetto... La Vostra Erella!!!!
Vi aspetto anche nelle altre mie follie...
Il vostro Dottorino Preferito...
Il pio Edward pronto alle confessioni...
Ma lasciate che le mie ultime parole vadano a due pezzi del mio cuore:
Michela, gemella separata alla nascita.
Chi sai tu, per scrivere questa follia con me!!!
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