sabato 21 aprile 2012

La Nostra Isola...



Capitolo 1

Erano da poco ripartiti; Emmett e Rose. Edward era steso sul letto, lo stesso che con tanta cura avevo preparato per accoglierlo a casa nostra…..una piccola capanna nascosta tra le palme al fresco e dallo sguardo di pescatori curiosi.
Avevamo scelto le Fiji, avevamo comprato la nostra isola.
Manie di grandezza? Forse, ma dovevamo chiuderci il mondo alle spalle, buttare via il passato, gettare la chiave dei ricordi e pensare al nostro futuro.
Avevamo vinto contro tutti, avevamo visto la parola fine negli occhi l'uno dell'altra troppe volte, ma l'amore per la vita, la bellezza della nostra vita a due ci aveva sorretto….sempre…..anche oggi. 
Oggi, dopo che nei suoi occhi ritrovo quell'oceano verde che mi placa il cuore e mi scalda l'anima; oggi, dopo che ho tremato di paura nel vederlo accasciato a terra. 
"Un lago rosso e occhi vitrei a cercare i miei. Avevo sentito la paura invadere la mia pelle, infilarsi sotto il primo strato e impossessarsi dei miei sensi. 
Freddo….brividi miei…..riflessi dei suoi.
La paura di veder chiudere quelle gemme e non poterne godere più.
-Bella… Ho sonno…-
-No amore mio, resisti, fallo per noi, per me. Sola senza di te ricordi? Sono nulla!-
Emmett correva come una furia per le vie di New York, Rosalie tamponava le ferite di Edward ed io, sostenendogli la testa, cercavo di farlo rimanere sveglio.
-Non mi abbandonare anima mia, non lo fare o verrò ovunque sei per prenderti a calci quel bel sedere che ti ritrovi…-
Le mie guance fradice di tensione cercavano di smorzare la crudele realtà per tenermelo accanto. Doveva stare con me, avremmo avuto vita eterna, era l'ultima prova d'amore che ci era stata mostrata, la più dura forse. 
Ma in quel momento mi veniva chiesta forza, per entrambi, pensando ad ogni singolo minuto di vita assieme. Li avrei resi reali ricordandoli per lui e poi, sul nostro percorso di vita, ne avremmo tessuto una nuova trama. Io e lui.
-Amore mio veglierò su di te. Quando non vedrai che il buio sentirai le mie mani tenerti con qui, accanto a me, perché tu sei me-
La mano di Rose a stringere la mia spalla. 
-Tu, tu solo hai la chiave del mio cuore, tu solo sai vedere e riaccendere la luce nei miei occhi. Mi hai reso donna, la tua donna. Voglio le tue mani su di me che si muovono, mi scaldano l'anima, mi servono come il sangue serve al cuore-
La sua semplicità nei gesti, nelle parole…questo mi aveva colpita. Lui che era lussuria, lui che era alla ricerca della bella vita, mi aveva sorpreso con i suoi piccoli gesti nei miei confronti….una rosa, un appuntamento, un bacio a fior di labbra….e divenni subito sua. Il ladro gentiluomo mi aveva rubato l'anima.
-Per tutto quello che siamo amore mio, per quello che ci siamo promessi, tu devi restare con me, dobbiamo colorare il nostro cammino, le notti in bianco e nero che ci aspetteranno e i figli che ci verranno donati. Fammi essere ancora la tua donna, la tua compagna… Resisti amore mio, perché ovunque andrai io ti seguirò-
La paura stava ricoprendo anche i miei occhi, ma sentii il furgone rallentare, le sirene non suonavano più.
Vivi o morti?
Paradiso o limbo?
La luce che investì il retro del furgone fu rivelatoria.
Scampammo alla polizia anche quell'ultima volta. Emmett, pilota eccezionale, ci permise di arrivare da Jasper, fratello di Rose. Avevano studiato medicina; anche lui faceva parte della "banda" in quanto primo e unico soccorso medico, data l'illegalità delle ferite che ci venivano procurate.
Rose, un'amica, un'ottima compagna di viaggio, una pantera in gonnella in missione, agile e scaltra, era l'anima della banda, colei che teneva stretto il gruppo. 
Edward, fratello di Emmett, era entrato nel gruppo poco prima di conoscermi. Lui era diventato il leader nel giro di poche battute di "caccia". Autocontrollo, fermezza e lucidità, cose che ad Emmett, giovane e orso, mancavano. Avrebbe imparato dal mio uomo ad avere le doti per comandare un domani.
Io ero stata l'ultimo acquisto.
Ricordo ancora quando lo vidi per la prima volta. 
"Ero stata portata in centrale. Ero stata scambiata per una prostituta da due poliziotti di pattuglia; mi avevano proposto una cosa a tre al fine di evitare la gattabuia. La mia risposta negativa li fece arrabbiare e mi portarono dentro. Durante l'interrogatorio spiegai il vero motivo della mia permanenza su quei marciapiedi. Fottevo le borsette delle prostitute come scendevano dalle auto dei clienti. Mi permetteva di avere qualche giorno di respiro.
Quella sera in centrale vidi per la prima volta quel mare verde, e ne fui attratta da subito. Lo vidi sparire dietro una porta, in quel momento i suoi occhi si fissarono sui miei….un attimo…una vita. 
Assorta ad osservarlo non sentii il poliziotto che mi chiedeva di seguirlo, così forzandomi per l'avambraccio mi alzò di peso. Le mani ancora legate dalle manette.
Arrivammo davanti alla stessa porta dove Lui era sparito alla mia vista.
Il cuore sussultò quando la mano del poliziotto si posò sulla maniglia e aprì quella porta.
Era la stanza dove facevano le foto segnaletiche. E lui era li, davanti a quell'obiettivo. Un modello, una statua, un mix di muscoli scolpiti sul suo corpo. Una canottiera bianca che aderiva a suoi pettorali in maniera indecente. 
Il mio sguardo fisso su di lui era indecente, fino a che non divenne famelico una volta arrivato all'altezza dei jeans. Mai il denim mi era parso sexy e seducente. 
Scrollai la mia testa e alzai gli occhi sul suo viso. Mi stava penetrando l'anima proprio come io avevo fatto con lui. Il poliziotto mi levò le manette e mi consegnò il cartello con i miei dati per le foto. L'istinto vinse su di me; in quel momento, in quella stanza piena di divise, macchine fotografiche e pistole, per me non c'era altro che lui. 
Corsi verso di Lui, mi aggrappai a Lui, mi presi Lui, scelsi Lui….e Lui si fece scegliere.
Lo baciai. 
Lo abbracciai.
Lo strinsi a me.
-Sei mio…- gli sussurrai sulle labbra.
-Tuo prigioniero mia piccola leonessa…- risi alle sue parole, 
ma non sentii nulla di ciò che attorno a noi si stava scatenando…..l'inferno.
-Fermi o sparo!!!!-
Il poliziotto che mi aveva in custodia stava puntando la sua pistola su di noi. Lui si mise col corpo davanti al mio e con una calma degna di un felino si rivolse al poliziotto.
-Non siamo armati, era solo un bacio cosa credi che possiamo mai fare, colpirvi? Per cui abbassa la pistola e ci calmiamo tutti-
Era uno scudo, una fortezza, ed io mi sentii subito tranquilla.
-Sig. Cullen conosce questa ragazza?-
Lui si voltò verso di me, mi sorrise di un sorriso che mai dimenticherò, strizzò l'occhio e si rigirò verso la guardia.
-Lei è la mia donna-
E il cuore cominciò a volare oltre quell'edificio, oltre il cielo, oltre tutto ciò che era tangibile. Le sue parole ci salvarono da altri giorni di cella. La sua prontezza si dimostrò anche nel prendersi cura del mio caso. Fece pagare anche la mia cauzione e alle quattro del mattino eravamo entrambi fuori dalla centrale.
Io fissavo il marciapiede, il rumore dei suoi passi cessò. Mi fermai anche io e voltandomi lo trovai a fissarmi.
-Tu devi decisamente essere la mia donna-
Il mio sorriso si spalancò.
-Chi ti dice che io lo voglia? Sig. Cullen…-
-Il fatto che il tuo corpo è già qui tra le mie braccia, siamo calamite signorina…-
-Swan, signorina Swan…-
-E questo bel cigno nero possiede un nome?-
-Si, ma lo svelo solo agli amici-
-Peccato. Io non posso essere tuo amico-
Serio.
"Oh mamma!!" pensai… dovevo aver tirato troppo la corda.
-Peccato perché io voglio essere il tuo amante-
E le nostre labbra si fusero in un ballo lento e dolce.
-Isabella-
-Edward-
Il momento che per sempre cambiò la mia vita.
La sua mano a carezzare le mie guance. 
-Calamite io e te-
Fu come essere al sicuro dopo una vita di fatiche, fu come tornare a casa dopo un turno di lavoro estenuante. Fu pace.




-Bella, che fai? A che pensi?-
-Ciao amore mio, pensavo al nostro primo incontro-
-Calamite io e te-
-Si Edward, calamite. Però ora torna a letto devi riposare-
-Tu però stai con me?-
-Per sempre-

 
 



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Non so come ringraziarvi se non continuando a scrivere e farvi sognare, così come sogno io!!!
Vi aspetto QUI per parlarne e discuterne!!!!
Paola...







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